Al Museo della Civiltà contadina, San Giuseppe ispira la riflessione dell'Azione Cattolica sul senso del lavoro

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Museo Civiltà ContadinaAl Museo della Civiltà Contadina di Misterbianco, incontro di riflessione dedicato a San Giuseppe, modello e patrono dei lavoratori, promosso dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC), sul tema “Lavoro di generazione in generazione”, con la presenza del vicario generale e assistente dell'A.C. dell'Arcidiocesi di Catania mons. Salvatore Genchi, dell’assistente del Mlac sac. Orazio Scuderi, del sac. Salvatore Bucolo responsabile diocesano per la Pastorale familiare, del parroco Salvatore Reina e del seminarista Andrea Pellegrino.

Con loro, il presidente dell’A.C. diocesana Tony Bonaventura con l’equipe del Mlac, i ragazzi dell’Acr, i tanti giovani e adulti dell'A.C. di Catania. Un importante appuntamento annuale del Movimento sul senso del lavoro, come luogo di incontro tra generazioni e forme di lavoro diverse; e per "apprendere la virtù dell'incontro" (Vittorio Bachelet), accogliere l'invito a "prendere l'iniziativa e uscire fuori da se stessi per farsi prossimo, compagni di strada dell'esistenza di ciascuno prendendosene cura". E una “preziosa” visita al suggestivo Museo, sapientemente guidata dall’esperto e sempre disponibile Mimmo Murabito.

«Al Museo contadino - commenta Graziella Pennisi, dell’equipe nazionale del Movimento lavoratori dell’A.C. - abbiamo riscoperto la memoria dei lavori antichi, abbiamo riflettuto sulle varie forme di lavoro e sulla dignità che esso ha in ogni sua forma. Abbiamo ridato vita a un luogo, ma soprattutto abbiamo respirato la "memoria" della storia dei nostri padri per generare futuro. Abbiamo creato legami con le realtà locali, le parrocchie, il Comune, la Coldiretti, la Fondazione Monasterium Album, Bottequa per il cibo equosolidale, l 'Azione Cattolica e i ragazzi, che con l’entusiasmo e la loro allegria contagiosa hanno saputo cogliere “scatti” di vita tra generazioni diverse (partecipando anche a un apposito concorso nazionale). Abbiamo riscoperto la consapevolezza di dover salvaguardare il Creato come dono di Dio, coltivare e custodire la terra, riscoprire il buon sano cibo di una volta, e far sì che le istituzioni si adoperino per salvaguardarci, secondo le parole di Papa Francesco sull’ecologia integrale, essendo chiamati al bene comune e ad adoperarci affinchè il lavoro sia libero, creativo, partecipativo e solidale».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
15/03/2019

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