«Abbiamo vinto una battaglia ma resta ancora da lavorare»»

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Delegazione all'ARSCome in una partita a scacchi l'ultima mossa, quella decisiva, è adesso nelle mani del presidente della Regione Rosario Crocetta che, unitamente al governo regionale, dovrà decidere se revocare in autotutela il decreto Arta n. 221 del marzo 2009, provvedendo all'individuazione di un sito alternativo alla discarica di contrada Tiritì, che sia adeguatamente distante dai centri abitati.

Questo è quello che, con una specifica mozione, chiedevano i deputati regionali Anthony Barbagallo, primo firmatario, Concetta Raia, Angela Foti, Mario Alloro, Fabrizio Ferrandelli e Marika Cirone Di Marco; mozione che, com'è noto, è stata approvata dall'Ars nel pomeriggio di mercoledì.

Un passaggio importante, ma non ancora definitivo e decisivo. L'impressione, a sentire i commenti degli attivisti dei "Comitati contro la discarica" di Motta S. Anastasia e Misterbianco, è che mercoledì sera a Palermo sia stata vinta una importante battaglia ma che di strada da fare, prima di ottenere la delocalizzazione, se ne dovrà fare tanta altra.

Un realismo testimoniato dalla parole di Massimo La Piana, leader riconosciuto del comitato civico misterbianchese. «L'approvazione di questo indirizzo politico è di fondamentale importanza, ma non abbasseremo la guardia, saremo sempre vigili. E' un passaggio fondamentale dal quale far ripartire la nostra battaglia per bloccare l'ampliamento della discarica. La palla, a questo punto, passa al governo regionale e al presidente Crocetta a cui chiediamo di accogliere l'indirizzo dato dall'Ars».

Concetti ripresi, con un comunicato stampa, dal "Comitato contro la discarica" di Motta S. Anastasia. «Dopo il voto di mercoledì - si legge - l'Ars e i Comitati No Discarica la pensano allo stesso modo. Siamo finalmente sulla stessa posizione: no al mega ampliamento di Tiritì. Un risultato straordinario, frutto di un lavoro di costante attenzione al problema. Si tratta di una bella pagina di una storia che si concluderà solo con la revoca del decreto n. 221 del 2009 da parte del presidente Crocetta. Con tanta fatica, tanti incontri, tante assemblee, manifestazioni, cortei, raccolte firme e ricorsi abbiamo convinto anche gli scettici dell'importanza di questa battaglia, della sua concretezza e della reale possibilità di vincerla. Siamo a un passo da quel risultato, non abbassiamo la guardia e attendiamo buone nuove dal governo».

Sulla stessa lunghezza d'onda la deputata regionale del M5S Angela Foti, che così si pronuncia sul voto di mercoledì. «Una vittoria dei cittadini e dei comitati, che hanno dimostrato che quando si lotta tutti assieme i risultati alla fine arrivano. Finalmente la politica ha dato un segnale chiaro dopo anni di ambiguità. Più che di ampliamento - prosegue la deputata - parlerei di moltiplicazione per tre degli spazi rispetto a quelli attuali, cosa che avrebbe mortificato i cittadini del posto e il loro diritto alla salute, per il quale, giustamente, lottano da tempo con determinazione».

E soddisfazione per il voto dell'Ars esprime pure il sindaco di Motta, Angelo Giuffrida: «La strada è ormai spianata e non dovrebbero più esserci problemi per Motta e Misterbianco. Con la revoca del Piano rifiuti da parte della Regione si dovrebbe provvedere alla delocalizzazione del sito. Un plauso va ai Comitati anti-discarica e ai cittadini delle due comunità che hanno partecipato a questa battaglia». E alle lamentele del comitato mottese secondo cui il sindaco Giuffrida è stato assente nelle fasi cruciali della vicenda così replica il primo cittadino. «Se non vi è stata la mia presenza fisica, vi è stato il mio supporto morale e, comunque, alle manifestazioni hanno partecipato i miei assessori. I Comitati sanno che il nostro Comune ha fatto ricorso contro l'ampliamento al Tar Lazio».

Nessun commento, ieri, da parte della Oikos, società che gestisce la discarica di Tiritì. Nelle scorse settimane la stessa Oikos aveva però sottolineato come «in adempimento alle direttive europee, recepite a livello nazionale e regionale» nella discarica sono stati investiti "oltre 40 milioni di euro", necessari a realizzare due impianti, quello di pretrattamento-selezione e quello di stoccaggio definitivo per la frazione secca.

Giorgio Cicciarella
La Sicilia
31/05/2013

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