SINDACI ATO 3 CHIEDONO AL PREFETTO DI PRECETTARE NETTURBINI

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Sono decisi i sindaci
serviti dall'Ato Ambiente. Chiedono che il Prefetto precetti i
lavoratori del consorzio Simco visto che nelle strade dei comuni, in
seguito allo sciopero degli operatori ecologici, è grave la situazione
igienica e si rischiano turbamenti dell'ordine pubblico. Suggeriscono
che si costituisca un tavolo permanente per monitorare la situazione,
al quale vengano invitati la Regione Siciliana, l'Agenzia regionale dei
rifiuti, i sindaci, l'Ato 3, il consorzio Simco e i sindacati dei
lavoratori. E poi che al più presto si attivi la deputazione regionale
perché l'assemblea regionale siciliana vari immediatamente un
provvedimento ponte che faccia transitare gli attuali Ato verso una
nuova configurazione normativa nella quale i comuni abbiano un ruolo
più incisivo sia sotto il profilo impositivo che della riscossone.
E' quanto stabilito dai
diciotto sindaci dell'Ato 3 in seguito allo sciopero degli operatori
ecologici durante la riunione di oggi pomeriggio nella sede del
municipio di Misterbianco. Erano presenti i sindaci e gli assessori dei
comuni di Camporotondo Etneo, Gravina di Catania, Mascalucia,
Misterbianco, Motta Santa Anastasia, Nicolosi, Paternò, San Giovanni la
Punta, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Santa Maria di
Licodia, Sant'Agata li Battiati e Tremestieri Etneo. Al termine è stato
redatto un documento che è stato inviato al Prefetto di Catania, al
presidente della Regione, alla deputazione presso l'assemblea
Regionale, all'Ato 3 Simeto Ambiente, al consorzio Simco e alle
organizzazioni sindacali.

I sindaci hanno ritenuto "strumentale - si legge nella lettera - il
ricorso a forme di lotta sindacale che di fatto paralizzano il normale
svolgimento dell'attività di raccolta e conferimento dei rifiuti",
ribadendo che pur essendo stati pagati gli "arretrati a tutti i
lavoratori, compreso il mese di aprile 2008 come confermato dall'Ato 3
e che ciononostante in dispregio alla legge sul diritto allo sciopero,
si scarica sui cittadini il costo sociale di un atteggiamento
improntato alla difesa corporativa e non certamente all'interesse
sociale".

I sindaci hanno espresso vicinanza alla cittadinanza costretta a patire
condizioni di invivibilità delle quali le amministrazioni comunali sono
assolutamente estranee. Hanno anche invitato i cittadini a provvedere
al più presto al pagamento delle bollette emesse dall'Ato 3, anche in
forza della normativa attuale che consente a chi dovesse aver pagato
cifre in eccedenza di potere ottenere successivamente il rimborso e il
conguaglio rispetto a quanto sia effettivamente dovuto. 

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