Royalties Oikos, accordo transattivo. Chiesto il "ritiro in autotutela"

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MOTTA SANT’ANASTASIA – Doveva forse rimanere chiuso in un cassetto del comune di Motta Sant’Anastasia. Senza alcuna diffusione. Ma, nonostante la dicitura ‘riservato e confidenziale’ il contenuto dell’accordo stipulato in un caldo 18 agosto 2020 tra l’amministrazione comunale e la Oikos sulle royalties che il gestore della discarica deve all’ente è arrivato nelle mani di cinque consiglieri comunali d’opposizione che ora chiedono il ‘ritiro in autotutela’. È invece convinto della strada intrapresa, il sindaco Anastasio Carrà in quanto la transazione porta “liquidità immediate” al Comune.

Dalla sentenza all’accordo transattivo

Le somme milionarie sono oggetto di una lunga controversia arrivata (dopo due decreti ingiuntivi del 2013 e 2014) in Tribunale, il quale ha emesso una sentenza e fissato un’udienza di rendicontazione per il prossimo novembre. Pochi mesi prima dell’appuntamento giudiziario è arrivato un “accordo transattivo” che prevede alla firma di “abbandonare il giudizio di rendiconto”.

5 consiglieri vogliono vederci chiaro

Ed ecco che Danilo Festa, Matteo Gallone, Annalisa Puglisi, Ivan Pellegrino e Anna Pesce, appena letta la delibera di giunta, hanno voluto vederci chiaro chiedendo un immediato accesso agli atti.

I contenuti della transazione

La transazione prevede, come si legge all’articolo 3, che il colosso dei rifiuti versi al comune di Motta Sant’Anastasia la somma di “€ 2.436.540,50 a saldo delle somme royalties in linea capitale fatturate alla data del 31/12/2016”. Inoltre sono stati calcolati dall’Ufficio Ragioneria “interessi moratori legali (“tenuto conto degli acconti nel tempo versati dalla società”, si legge nell’atto) pari a 135.725,34 euro”.

Rinuncia al giudizio di rendiconto

Nel documento firmato dai rappresentanti legali della società di rifiuti e dal sindaco di Motta Sant’Anastasia Anastasio Carrà all’articolo 5 si legge che “in ragione della transazione” Oikos e Comune “rinunciano all’azione pretesta e richiesta e agli atti di cui ai giudizi riuniti, al decreto ingiuntivo e alla sentenza”;

E ancora: “di abbandonare immediatamente il Giudizio di rendiconto impegnandosi a non presenziare all’udienza già fissata e alle successive udienze che saranno fissate”; “di non aver reciprocamente più nulla a pretendere, per ciò che concerne le somme royalties fatturate sino al 31/12/2016, i giudizi riuniti, il decreto ingiuntivo, la sentenza e il giudizio di rendiconto”.

Inoltre, per le somme royalties fatturate dopo il 2016 si annuncia di sottoscrive un “apposito protocollo d’intesa”.

“Contenuto riservato e confidenziale”

Infine all’articolo 8 si legge che essendo il contenuto “riservato e confidenziale le Parti si asterranno dal diffondere, direttamente o indirettamente, notizie, informazioni o commenti relativi alla presente Transazione e alle vicende che ne formano oggetto”.

L’attacco dei consiglieri

La lettura e l’analisi dei documenti non ha convinto i cinque consiglieri d’opposizione che hanno chiesto il “ritiro in autotutela della delibera di Giunta” che ha per oggetto “l’accordo transattivo tra il comune e l’Oikos”. Per i politici mottesi “si rileva assurda la rinuncia e l’abbandono degli effetti del decreto ingiuntivo” visto che “la rendicontazione (l’udienza, ndr) delle somme dovute è fissata per il 3 novembre 2020”.

E inoltre aggiungono che “i pagamenti e le lettere di transazione non sono parte integrante a giustificazione delle convenienza della transazione”.

Lettera alla Corte dei Conti

Nella lettera, protocollata al Comune e inviata per conoscenza anche alla Corte dei Conti e alla Procura, inoltre si mette in evidenza come la sentenza (la 825/2018) sancisce che il decreto ingiuntivo del 2014 “sussiste su pretese fondate” e inoltre dichiara gli acconti versati da Oikos non imputabili al “credito ingiunto”.

I consiglieri inoltre mettono nero su bianco che il “credito vantato” dal comune di Motta (secondo il decreto ingiuntivo del 2014) “di 3.208.324,51 si dichiara in sentenza passato in giudicato, mentre nell’accordo transattivo vengono scomputati acconti versati inerenti royalties relativi ad un periodo successivo”.

“Ritirare in autotutela”

Un altro elemento che Festa, Gallone, Puglisi, Pellegrino e Pesce evidenziano è che “l’atto di transazione è privo di parere giuridico-legale”. A questo punto, i consiglieri comunali ritengono che ci siano i presupposti per “configurare un notevole danno erariale” e chiedono al Comune “il ritiro in autotutela”.

La replica del sindaco

Non ha dubbi il sindaco di Motta Anastasio Carrà sulla convenienza per il comune della “transazione” sottoscritta con Oikos. “Noi potevamo avere due strade – replica il primo cittadino – o continuare la via giudiziaria che poteva anche durare anni con ulteriori costi per l’ente oppure firmare un accordo che porta liquidità immediate nelle casse del comune.

L’Oikos non ha avuto da parte nostra nessuno sconto, nemmeno sugli interessi maturati. Sono stati sottratti dalla somma definita solo gli acconti che la società ha già versato al comune.

Inoltre la transazione ha ricevuto il parere dei tecnici dell’ente, della segreteria, della ragioneria e dei revisori dei conti, quest’ultimo voglio sottolinearlo – evidenzia Carrà – è un organo imparziale e collegiale in quanto i suoi componenti sono nominati attraverso un sorteggio.

Questi soldi, di cui abbiamo già incassato la prima tranche, li ho messi in bilancio e sono a disposizione della comunità di Motta. Alcune volte – conclude il sindaco – perseguire l’interesse pubblico dell’ente significa esporsi a critiche infondate e pretestuose”.

livesicilia.it
29/09/2020

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