OMBRE E SOSPETTI SU QUEL TRAGICO SETTEMBRE DI CINQUE ANNI FA.

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Cinque anni fa, l’11 settembre 2001, l’attacco alle torri gemelle del Word Trade Center aveva suscitato nel mondo l’incredulità di tutti e nel contempo la paura della propria impotenza.

Cinque anni fa, l’11 settembre 2001, l’attacco alle torri gemelle del Word Trade Center aveva suscitato nel mondo l’incredulità di tutti e nel contempo la paura della propria impotenza.
Ma l’orrore di quella giornata, che aveva compattato tutta l’America, oggi partorisce la convinzione che il governo americano abbia a che fare con l’attentato per giustificare l’occupazione dell’Afghanistan e dell’Iraq.
Convinzione fondata soprattutto sulla sospetta credibilità della presidenza Bush, più volte sorpreso a mentire spudoratamente sulle vere ragioni di una guerra, la quale apparentemente presentata come controffensiva di difesa, si è rivelata una aggressione da grande potenza per il dominio del petrolio.
Questa versione orribile trova la condivisione del 44% degli stessi americani, i quali chiedono ora l’intervento di un tribunale internazionale per far luce sulle sospette responsabilità del governo USA.
I dubbi, le incertezze, le teorie provano quanto forte sia il bisogno di trovare una spiegazione ai terribili fatti accaduti quell’11 settembre.

Il 16% del popolo americano ritiene addirittura che il crollo delle due torri possa essere stato favorito da una carica di esplosivo collocata prima dell’attentato da servizi “deviati”, ed un altro 12% ha seri dubbi che non fosse un aereo quello che si è schiantato sul pentagono, ma un missile cruise.
Noti fisici, infatti, non si spiegano come lo schianto degli aerei abbia potuto produrre un aumento di temperatura al punto tale da sciogliere e collassare le strutture portanti in acciaio, pervenendo alla conclusione possibile che le torri siano state fatte saltare con esplosivi precedentemente installati e fatti detonare dall’esterno con un telecomando a distanza subito dopo l’impatto, come dimostrano gli sbuffi di cemento caratteristici delle cariche esplosive usate nelle demolizioni controllate.
Testimonianze filmate di quel tragico momento rivelano esplosioni multiple ed un bagliore luccicante alla punta della fusoliera immediatamente prima dell’impatto degli aerei con la struttura delle torri.
Molti esperti ,intellettuali, professori universitari, scienziati e documentaristi si chiedono, poi, come è stato possibile che il grosso Boeing schiantato sul Pentagono non abbia provocato una enorme breccia sull’edificio e sia sparito lasciando solo un motore molto piccolo (e non adatto ai Boeing) senza lasciare alcuna traccia di un’ala nè di un pezzo di fusoliera. Oppure perchè non sono state trovate le scatole nere degli aerei dirottati verso lo schianto distruttivo, o perchè le macerie sono state portate via senza essere prima analizzate, o ancora perchè centinaia di foto e video sarebbero state tenute segrete e distrutte dalla CIA e dallFbi.

Dall’FBI vengono invece rinvenuti, tra le macerie di quelle torri incenerite, perfettamente integri i documenti d’identità dei dirottatori dei grossi Boeing, da cui si ricava essere anche dilettanti di volo per piccoli aerei da turismo, quasi a voler rendere convincenti le loro manovre di alta acrobazia a dirigere sul bersaglio velivoli di oltre 100 tonnellate.
Ma lascia perplessi una difesa aerea la più efficiente di tutte le potenze della terra che non intercetta nessuno dei quattro aerei dirottati da oltre due ore, quando nei cieli americani volare fuori rotta per più di un minuto comporta l’intervento dei caccia della difesa americana rimasti invece quieti nelle basi militari.

Dunque la storia dei quattro aerei dirottati da terroristi islamici ed usati come missili comincia a mostrare i suoi aspetti incomprensibili e fa crescere il popolo del sospetto.
Perchè l’11 settembre 2001 è stato tutto questo: il tentativo USA di instaurare con l’imposizione e la menzogna un ordine egemonico nel mondo, ricorrendo ad un brutale stratagemma per ottenere il consenso a scatenare la lotta al terrorismo, per inasprire la repressione interna, per giustificare le guerre del petrolio e per esportare una democrazia che tale non si sta rivelando, ma che ha favorito invece il proliferare di un terrorismo globale.
Ed è la stessa America che ora scende in piazza perchè vuole sapere antiche e recenti verità , diffidando e restando incredula verso le ricorrenti “manìe nazionali” del proprio governo e delle proprie autorità.

Addì, 11 Settembre 2006-09-20

( ENZO ARENA )

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