Oltre 5mila firme contro la discarica di Tiritì

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Oltre cinquemila le firme dei cittadini di Misterbianco che chiedono la chiusura della discarica di "Tiritì" nel territorio del comune di Motta S. Anastasia, ma a poche centinai di metri dal centro storico, sono state consegnate ieri mattina al prefetto di Catania da parte del comitato cittadino, alla presenza del sindaco di Misterbianco Ninella Caruso ed esponenti del Pd locale.

Un incontro, quello di ieri mattina che il comitato ha chiesto da tempo, non solo per assolvere ad un problema burocratico di consegna del plico contenente le firme, ma soprattutto per fare il punto della situazione dal momento che, è stato evidenziato nel corso dell'incontro, sono continuati i miasmi che ammorbano l'aria del centro storico etneo e soprattutto i problemi legati allargamento dell'impianto di smaltimento che di fatto prolungherebbe la vita dell'impianto di molti anni.
La prefettura ha preso in carico il plico che invierà alla presidenza del consiglio dei ministri ed al Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in previsione del piano ambientale che la regione Siciliana dovrà presentare per l'approvazione al ministero dell'Ambiente.
Al presidente della Regione on. Raffaele Lombardo e all'assessore regionale all'Ambiente sarà direttamente il comitato cittadino a provvedere alla consegna della petizione popolare.

Una battaglia cominciata la prima volta nel 1992, sempre a opera di un comitato di cittadini del centro etneo, che portò dopo una serie di proteste alla chiusura temporanea dell'impianto da parte dell'allora assessore regionale al Territorio Giovanni Burtone.
Un impegno, allora come oggi, che parte da Misterbianco e coinvolge parzialmente Motta S. Anastasia, il cui comune incassa ogni anno una somma a titolo di risarcimento ambientale per lo sfruttamento del territorio.

Il problema della chiusura e dell'ampliamento della discarica stasera sarà all'ordine del giorno del Consiglio comunale di Misterbianco che dovrà discutere ed approvare un documento presentato dal Pd e dal Movimento volontari, ma il convincimento del comitato cittadino è che la battaglia può essere vinta solo se le forze politiche di tutti gli schieramenti e di entrambe i comuni coinvolti nei disagi facciano fronte comune affinché il governo regionale cambi rotta nella politica ambientale che negli ultimi trenta anni ha penalizzato un solo territorio e la sua popolazione residente.

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