Nuovi coreografi piantano i loro "Semi" a Scenario Pubblico

Versione stampabileVersione stampabile

La prima edizione di "Seeds" pensata da Roberto Zappalà accoglie le performance in danza di Emma Scialfa, Linda Magnifico e Manuela Maugeri. E' lo stesso Robarto Zappalà a chiudere con "Les Noces".

La prima
edizione di “Seeds”, (unico appuntamento annuale), il progetto pensato e
prodotto da Roberto Zappalà condensa sui legni di Scenario Pubblico le
produzioni dei nuovi coreografi siciliani emergenti: Emma Scialfa, Linda
Magnifico e Manuela Maugeri.Gli sguardi oltre le fessure (che fanno pensare ai
tagli di Fontana) fanno un ossimorico tutt’uno nell’aria da pollaio che si
respira (e si ascolta) in un qualsiasi parrucchiere, per eccellenza luogo del gossip,
che la coreografia di Emma Scialfa trasforma nella sua prima assoluta di
“Esposizione convulsa dei fatti” in spazio per la disarticolazione della
maldicenza e, al contempo, della sua violenta dialettica. In una convulsa
frammistione di corpi e di umori, lancia messaggi poco rassicuranti dagli
intrecci aritimici di Sonia Condorelli, Linda Magnifico, Manuela Maugeri e
Sandro Vacca. Sotto la rassicurante protezione dei caschi essi svelano tic,
contrazioni nervose “in presenza” dell’altro o di ciò che di se stessi
percepiscono come diverso negli altri “clienti”. Una sconsideratezza
intessuta però di caustica ironia che nello slogan finale “Peace, love e
bombe a mano” continua a ricordare la contraddittorietà del nostro presente.
D’altronde la cifra della Scialfa pare ancora, per scelta, in bilico tra Freud
e la metafisica: come ci suggerì a suo tempo il suo visionario “Flusso
NoMade”. Atmosfere più densamente oscure suggerisce invece “Rachel’s”
il “seme” successivo, firmata dalle coreografia di Linda Magnifico e di
Manuela Maugeri (che sono pure le interpreti accanto allo stesso Roberto Zappalà).
Con un esplicito riferimento alla rilettura “mitica” della fiaba di Barbablù
della scrittrice palermitana Beatrice Monroy, si compie da parte delle due
artiste - già da tempo saldamente legate alla Compagnia Zappalà Danza – un
avvicinamento ad un modernissimo “teatro” di ricerca che ci pare
definitivamente compiuto. Non è un caso che i movimenti coreografici facciano
esplicito riferimento ad un recentissimo testo – quello della Monroy appunto
– apertamente pensato come monologo (e la cui drammaturgia è stata curata da
Elio Gimbo). In questa dimensione spiccatamente teatrale la Compagnia Zappalà
Danza aggiunge ulteriore profondità al suo già originale linguaggio. Con
“Les noces” ultima piece della serata, si ritorna ad uno spettacolo più
tradizionale (da intendersi nel senso della Compagnia Zappalà Danza). Sulle
note magnifiche dell’omonima composizione di Stravinskij, Roberto Zappalà e
Maria Inguscio, mute divinità giudicatrici assistono, immersi nella luce
sanguigna del loro inflessibile regno, alle corali evoluzioni, matematiche e
perfette della compagnia. Che danza anche, nella convulsa e drammatica sequenza
centrale, le imposizioni della religione, ricordate dai movimenti compulsivi,
dai sudari-dogmi che avvolgono e dunque co-stringono. E’ lo struggente canto
finale evocato dalle note di Sting, a realizzare “Le “Noces” finalmente
umane dei due, “assolutamente” uniti per sempre. Applausi a “scenario”
aperto.

tags: