Necessario un restauro del tetto della Chiesa Madre - Appello del parroco

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serie di foto           A seguito di infiltrazioni d'acqua, (scaturite dall'interno del soffitto del monumentale edificio della Chiesa Madre, che hanno portato in una fase di deterioramento gli affreschi del Barone, eseguite negli anni 1934 -37, insieme agli stucchi e bordure che si stanno staccando giornalmente), si ritiene necessario un restauro del tetto della navata centrale compresa la parte absidale. Le grondaie risultano intasate a seguito dell'ultimo intervento di dieci anni fa ed è necessario, quindi, un ripristino dei canaloni di sfogo delle acque piovane.
In pratica, sono stati installati, per lo sfogo delle acque piovane dalle grondaie, dei tubi di diametro 100 mm con disattivazione dei canaloni preesistenti di diametro 300 mm.
E' stato un errore la sostituzione di tali tubi che, essendo più piccoli, si intasano periodicamente molto presto con escrementi di colombi e sabbia vulcanica, per cui le grondaie, quando piove, si riempiono d'acqua la quale  fuoriesce tra i muri interni ed esterni provocando l'umidità visibile agli occhi di tutti.
Occorre intervenire, anche, sul tetto dell'abside maggiore rifacendo la struttura lignea sottostante le tegole, che risulta in flessione e senza guaina.
Inoltre, sui tetti delle due absidi inferiori, praticamente, non esiste la “cappuccinata” per cui le tegole poco sporgenti fanno scorrere l'acqua piovana lungo le pareti esterne, portando umidità all'interno delle cappelle della Madonna delle Grazie e SS. Sacramento dove gli affreschi risultano deteriorati e in alcune parti cancellati.
Con l'aiuto di tutti e di quanti hanno a cuore la salvaguardia del nostro patrimonio edilizio monumentale quale è la nostra Chiesa Madre, cerchiamo di offrire con generosità un libero contributo; così salveremo l'imponente edificio e molte di quelle opere artistiche provenienti dall'antica Misterbianco.

 

 

Nel calendario liturgico del prossimo mese di Febbraio 2013, il Parroco della Chiesa Madre sac. Giovanni Condorelli evidenzia tale problema grave per la nostra Chiesa Madre ed invita alla collaborazione di tutti con libere e generose offerte.

Angelo Zuccarello
amante di storia e tradizioni paesane

Il Parroco

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Commenti

Non sono riuscito a desistere

Non sono riuscito a desistere dall'intervenire.

Innanzitutto mi accodo alla richiesta di intervento da parte di tutti noi cittadini a collaborare alla raccolta dei fondi necessari alla manutenzione straordinaria della copertura.

A seguire vorrei commentare ciò per cui mi ha fatto sobbalzare dalla sedia e mi ha spinto a scrivere.

Guardando il filmato creato per mostrare lo stato di fatto dei danni agli intonaci agli affreschi, stucchi e alle volte non ho potuto non notare le foto ancor più tristi degli "EQUILIBRISTI" che erano intenti a lavorare sulla copertura a circa 12 metri di altezza.

Sicuramente si tratterà di volenterosi parrocchiani che vogliono limitare le infiltrazioni dalla copertura, però per chi come me, addetto ai lavori, non può rimanere impassibile davanti a dei lavoratori che camminano in equilibrio precario all'interno di grondaie larghe non più di 25 centimetri, di lavoratori sospesi a testa in giù con il collega seduto sulle sue ginocchia per evitare l'eventuale sua caduta.

Lavori eseguiti senza nessun ausilio di dispositivi di protezione individuale o collettivi quali ponteggi, imbracature di sicurezza, linee vita.

A causa di alcune di queste inosservanze solo nel primo semestre del 2012 in Italia ci sono stati 338000 infortuni sul lavoro di cui 410 mortali.

Questi dati devono far riflettere.

NON SI PUO' MORIRE DI LAVORO !!

Nicola C.

L'amico, che ha scritto il

L'amico, che ha scritto il commento, ha ragione nel vedere quella foto (scattata nel Novembre 2009) di quell'operaio nel momento della ispezione della otturazione della grondaia della navata centrale lato ovest.
Certamente il lavoro svolto 10 anni fa è stato pessimo per il modo come hanno installato l'impianto di smaltimento dell'acqua piovana, che sta portando dei frutti negativi per la Chiesa Madre dove l'umidità regna sovrana.
I controlli sul tetto ci sono sempre stati da circa 50 anni (prima c'era il muratore sig. Antonino Palmeri che saliva su per sostituire le tegole rotte e riparare intasamenti vari). Da qui in avanti, certamente per i lavori che dovranno svolgersi sul tetto, non accadrà più vedere quella scena per il controllo, perchè si applicheranno tutti i sistemi di sicurezza sul lavoro con le nuove normative.
Per le prossime riparazioni, si studierà il modo migliore per far defluire l'acqua dalle grondaie che sono attualmente di larghezza di 40 cm e dalle quali partono dei tubi di rame da 100 mm con raccordi chiusi a 90°. Occorre riattivare i vecchi canaloni usando tubi di raccordo aperte a 45° di diametro da 250 mm. In questo modo non occorre effettuare controlli, perchè tutta l'acqua piovana defluirà velocemente assieme ai colombi morti con i loro escrementi e sabbia varia.
Con l'ultimo controllo e pulizia effettuato sulle grondaie nel 2009, sono stati prelevati e scesi dal tetto, n° 60 sacchetti grandi di plastica di escrementi di colombi del peso di circa 160 kg. Oggi, siamo a punto e a capo sulla otturazione delle grondaie.
Speriamo che la generosità di noi tutti cittadini, porti frutti sugli imminenti lavori di urgenza per la riparazione del tetto della Chiesa Madre.
Ricordo ai parrocchiani ed ai cittadini che nel 2007 è stato presentato un progetto complessivo alla Regione Siciliana per sistemare l'intero soffitto e restaurare l'interno della Chiesa per un importo, non finanziato, di circa 350.000 euro.

Angelo Zuccarello

Vorrei tornare sull'argomento

Vorrei tornare sull'argomento...

MISTERBIANCHESI, MUOVIAMOCI.
Scarse Professionalità; ditte dirette da incompetenti e da improvvisati operai hanno studiato (10 anni fa) come lasciare l'acqua piovana sul tetto, danneggiando la nostra Chiesa Madre.
Tecnici di Misterbianco !   Diamo soluzioni al problema.

E' da più di 50 anni che il sottoscritto ed alcuni amici d'infanzia, approfittando del suonare le campane (allora non esisteva l'elettrificazione), perlustravamo il tetto della Chiesa, più volte insieme al muratore sig. Antonino Palmeri, di fiducia del parroco Padre Scuderi; i lavori manuali, con sostituzione di tegole rotte e intasamenti vari, erano eseguiti dal sig. Palmeri.
Il  tetto e sottotetto era controllato abbastanza bene e sappiamo come l'acqua piovana sgorgava rapidamente dalle vecchie grondaie.
La Chiesa, dall'interno, era visibile asciutta ed artisticamente bella agli occhi dei paesani, quando il 1° parroco dott. Scuderi aveva fatto affrescare nel 1934 dal pittore Giuseppe Barone le belle e sacre immagini nella volta, nel presbiterio e nelle due cappelle laterali, immagini che si stanno cancellando per l'umidità prodotta a causa degli ultimi lavori eseguiti 10 anni fa (e lo dico ancora) da professionalità scarse.

Considerazioni tecniche

Le domande che ci poniamo oggi sono queste:

  • abbiamo costatato, all' approssimarsi del primo inverno (subito dopo gli ultimi lavori), che il parroco e i parrocchiani, in diversi punti della chiesa e della sacrestia, hanno dovuto mettere dei recipienti per raccogliere l'acqua che sgorgava dal tetto;
  • abbiamo costatato che, dopo le pioggie, per circa quattro giorni consecutivi, l'acqua continua a scendere dal tetto lentamente per l'intasamento delle grondaie a causa degli escrementi di colombi.
  • abbiamo costatato che sono stati inseriti per lo smaltimento dell'acqua piovana n° 12 tubi di rame da 100 mm a doppia curva chiusa, con disattivazione degli antichi canaloni preesistenti con tubi interni da 250mm.
  • abbiamo costatato che le tegole, sul tetto delle navate  e nelle due absidi laterali, li hanno riposte meno sporgenti di prima per cui l'acqua si riversa lungo il muro esterno provocando umidità all'interno( si nota l'erbetta nel muro).
  • abbiamo costatato che le grondaie laterali della navata centrale risultano, in più punti, in flessione e con con avvallamenti a causa del peso dell'acqua non smaltita per cui  ci sono dei piccoli laghetti che si svuotano lentamente penetrando dal soffitto in  corrispondenza delle finestre attraverso gli scollegamenti in prossimità dei tubi da 100mm.
  • costatiamo, infine che continua a screpolarsi l'intonaco, scendendo giù, giorno dopo giorno, e con il video effettuato si notano gli affreschi danneggiati e cancellati.

Le soluzioni che, a mio avviso, propongo sono:

  • il ripristino dei vecchi canaloni che sono n°8 (n°4 nella navata centrale e n°4 agli angoli del transetto intorno alla cupola il cui diametro interno è di 250mm;
  • il collegamento delle grondaie con  tubi deve avvenire con curve aperte da 250mm;
  • nelle due parti rettilinee dell'abside maggiore, eliminare le canalette sottostanti e creare la struttura lignea su cui poggiare le tegole per indirizzare  l'acqua piovana fuori sopra la “cappucinata”esistente. Con questa operazione, l' acqua all'interno non avrà motivo di penetrare sui muri interni e salveremo, così, gli affreschi dei quattro evangelisti del Barone;
  • eseguire la “cappuccinata” nelle due absidi laterali con la messa in opera delle tegole sporgenti;
  • riporre nei tetti delle due navate laterali l'antica sporgenza in modo che l'acqua piovana si allontani dai muri laterali della Chiesa;

Certamente quello che costa di più è il ponteggio da eseguire per i suddetti lavori o, se conviene, usare un cestello elevatore di altezza raggiungibile di 40 mt.

MISTERBIANCHESI, MUOVIAMOCI.
I Cittadini e parrocchiani stanno già offrendo le loro generose offerte  al parroco ed al Comitato, costituitosi il 1 Febbraio scorso. Da qui sino al mese di Aprile, con l'aiuto delle famiglie che possono dare di più, speriamo che si raggiunga la somma preventivata per dare inizio ai lavori urgenti per il ripristino delle vecchie grondaie, lavori che si possono concludere nell'arco di un mese.

Angelo Zuccarello

 

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