Misterbianco si riappropria delle proprie "radici"

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A firma congiunta del sindaco Nino Di Guardo e del presidente della Fondazione Monasterium Album, sac. Giovanni Condorelli, il Comune di Misterbianco ha pubblicato il programma ufficiale delle proprie celebrazioni per la ricorrenza del 350° anniversario dell’eruzione dell’Etna, poi denominata “la grande ruina”, che distrusse 12 casali tra cui l’antico comune misterbianchese (allora di circa 3 mila abitanti), decine di km quadrati di terreno fertile, piantagioni, allevamenti, produzioni e la viabilità. manifesto programma

 

Una serie di iniziative di vario genere (coinvolgenti storia, tradizioni e cultura) che per otto mesi, da marzo all’ottobre prossimo, vedono impegnate tante realtà associative disponibili e intendono coinvolgere la comunità nella “memoria identitaria”, dopo quell’esodo forzato e la tenace ricostruzione, con molteplici “tracce” e testimonianze significative dell’epoca rimaste in eredità ai posteri. Un altro “cartellone” provinciale di iniziative è inoltre avviato da parte della Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali, con i vari Comuni direttamente interessati agli eventi e un vasto elenco di partners istituzionali.

Il nutrito programma elaborato dal Comune e dalla Fondazione, accomunando la realtà civile e quella ecclesiale, e ancora “aperto” a possibili proposte di ulteriori valide iniziative pertinenti e fattibili da sottoporre agli organizzatori, si aprirà domenica 24 alle 17,30, con un convegno al Teatro comunale di Misterbianco denominato “L’eruzione etnea del 1669, tra vulcanologia e fede”, che avrà come relatori gli esperti dott. Stefano Branca e dott. Daniele Musumeci dell’Osservatorio di Catania dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Nell’occasione, sarà presentata anche la medaglia commemorativa dell’evento.

Fino ad ottobre, per recuperare e alimentare le “radici” e i simboli comunitari di Misterbianco, si alterneranno mostre (una prima già dal 30 prossimo, "Campanarazzu, il Miracolo e l'Arte", a cura della Galleria civica, con dieci artisti rinomati), aperture dei Musei locali, convegni, annulli postali filatelici, iniziative sportive e ambientali (camminate a piedi, in bici e in moto sui percorsi della lava), concerti, video e docufilm, progetti associativi, e la valorizzazione di antichi documenti con la ristampa anastatica dei testi. Inoltre nel corso dei mesi si darà il via a due progetti promossi dall’Amministrazione comunale per valorizzare il sito archeologico di Campanarazzu: lavori necessari per rendere accoglienti i luoghi, con la realizzazione di idonei servizi e della strada di accesso; all’interno della chiesa, la realizzazione della passerella per le visite, al fine di preservare la pavimentazione. Nei progetti in corso, anche nuovi scavi per riportare alla luce le gradinate dell’antica Chiesa Madre riemersa dalla lava, un agevole collegamento con le adiacenti frazioni e un sito di ritrovo per rendere Campanarazzu un luogo permanente di fede e di cultura. Il tutto nel rispetto dei luoghi e delle normative, e con un notevole impegno finanziario del Comune che ha comportato per il 2019 il rinvio concordato all’anno successivo della “Festa grande” per il patrono S. Antonio Abate.

In calendario anche rievocazioni storiche e teatrali (a partire da “Storia di focu, di fidi e d’amuri” in programma già il 28 prossimo alle 20 nella Chiesa San Nicolò), la pubblicazione da parte dell’amministrazione comunale di un volume su Misterbianco realizzato dal prof. Enrico Iachello, borse di studio per i ragazzi delle scuole, e iniziative di valorizzazione e tutela ambientale del boschetto di Campanarazzu. Previsti anche appuntamenti religiosi di rievocazione, con il ritorno del Velo di S. Agata nella chiesa di Campanarazzu, una mostra fotografica sul territorio e una di pittura sul sito archeologico. Un momento istituzionale per ricordare l’evento sarà la seduta straordinaria del 29 del Consiglio comunale, preceduta il giorno prima da una “veglia guidata” al suono della campana che i misterbianchesi salvarono dall’incalzare della lava.

Con l'augurio che, superando protagonismi e "barriere", in questo 2019 di celebrazioni, la comunità misterbianchese diventi tale riacquistando soprattutto nelle difficoltà - nel nome dei propri avi e origini - una vera "comunione". manifesto programma

Roberto Fatuzzo

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