La Famiglia e la Solidarietà, capisaldi di una società che si sfalda - seconda parte

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Non sappiamo quanti giovani catanesi,
nella solitudine dei quartieri degradati,
lungo le strade e le  piazze dove si insegna delinquenza,
si preparino ad entrare nel giro della malavita
per denaro, per avventura, per uscire da una realtà triste,
da famiglie che hanno perduto i valori...
E tuttavia c'è da chiedersi cosa si può fare di più
per controllare i ragazzi a rischio,
per offrire opportunità diverse dal precoce
arruolamento nei vari clan, se assistenti sociali,
forze dell'ordine, parrocchie, volontari non possono
"entrare" meglio nelle periferie desolate della città per
evitare tragedie...

questo scriveva il giornalista catanese Tony Zermo sulle pagine del Quotidiano "La Sicilia" del 26 agosto 1998, per commentare la tragica conclusione della rapina ad una banca del Nord d'Italia che vide protagonista un giovane catanese. Si possono considerare attuali queste considerazioni? Noi riteniamo di si.

Anzi, tenuto conto dei livelli di disoccupazione e di "povertà" socio-economica e di degrado culturale, morale e sociale, che stiamo vivendo, trovano giusta definizione in "decadentismo globale". Il testo di una antica canzone recita"... se prima eravamo in due a ballare l'Hully gully, adesso siamo in tre a ballare..." parabola significa che, nella società del 1998 si definivano a "rischio" i giovani  appartenenti ad una fascia sociale a rischio di emarginazione che era facilmente individuabile ed alla quale si poteva in qualche modo dare assistenza.

Adesso, quei confini si sono talmente allargati al punto di non essere più "controllabili" ed assistiti. Il grado di povertà delle famiglie che, da un lato subiscono, nei propri componenti, situazioni di disoccupazione costante, oltre che di licenziamenti certi, e, dall'altro, aumenti indiscriminati di costi di servizi e dei generi di prima necessità, si è allargato a macchio d'olio Ma, il pericolo, incombente è determinato da una società che, a  fronte di una povertà che aumenta, và verso un consumismo che non conosce limiti e nella quale, da qualunque "parte" di giri, dalle cariche dello Stato, in tutti i suoi livelli di rappresentanza, agli osannati e strapagati giocatori, alla Chiesa, ai personaggi dello spettacolo o presunti tali ecc. allignano forme di corruzione che non conoscono limiti. Le nuove tecnologie, hanno invaso il mondo della comunicazione in un modo e con una tempistica che sono state, nel bene e nel male, per certi versi, fonte di una, "rivoluzione" socio economica della quale dobbiamo ancora scoprire i reali effetti  e le relative conseguenze. E' certo però che "aumentano i mezzi di comunicazione e, di pari passo, ci si sente sempre più soli"

Perchè tanto premesso? perchè se non facciamo prevalere il buon senso e riprendiamo il comando delle redini della nostra "cavalcatura", alias "vita", non abbiamo tanto da sperare in un futuro migliore, oltre che per noi, per i nostri figli.

Ma qual'è la proposta? Appropriamoci delle nostre funzioni sociali. Prendiamo, una volta per tutte, coscienza dei nostri doveri e dei nostri diritti, a trecentosessanta gradi. Finiamola di lamentarci sempre. Non deleghiamo nessuno, a scatola chiusa, ed assumiamoci le nostre responsabilità. Un esempio per tutti? Il viale di nuova costruzione che costeggia la strada ferrata a Montepalma (lungo la Via Ferrara) toponomasticamente potrebbe essere chiamato, scusate il termine, Viale della Merda. Chi porta il proprio cane a "passeggiare", ha creato una naturale ginkana per coloro i quali lo percorrono. Per contro, l'Amministrazione precedente, ha trasformato in  Parco una porzione di sciara posta alla fine della Via Salerno, senza mai averlo inaugurato. Saluti, alla prossima.             

Rosario Faro

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