Il Prix Italia tra Catania e Siracusa

Versione stampabileVersione stampabile

La kermesse internazionale per le produzioni radiotelevisive e per il web al via da sabato a Siracusa e nella città dell'elefante. La città aretusea scelta come sede del Consiglio informale dei Ministri della Cultura dell'UE. Oltre 200 prodotti da più di 40 paesi.

Il vento fresco
e piacevole lenisce il caldo di una tarda mattinata mediterranea e accarezza il
profilo slanciato delle Ciminiere di Catania il cui imponente complesso
accoglie, tra il glamour dei vip e l’impazienza di giornalisti e di fotografi,
la presentazione della cinquantacinquesima edizione del Prix Italia (dal 13 al
20 settembre), la prestigiosa kermesse per le produzioni radiotelevisive
dei cinque continenti fondata dalla Rai, per la sola radio, nel 1948 e
allargatasi alla televisione nel 1957. Il professionale fascino delle hostess e
l’inappuntabilità di una organizzazione che non lascia nulla al caso
innescano lo star-system della politica e delle istituzioni, dei suoi leader e
dei suoi stessi rappresentanti: ovvero il primo atto ufficiale di questo Prix
Italia che, bissando la scorsa edizione palermitano-girgentina, fa questa volta
la spola tra la città dell’elefante e Siracusa scegliendo dunque ancora la
Sicilia. Il lapidario ma denso spot della Rai, i topoi delle bellezze (e
delle certezze) isolane - da S. Agata al commissario Montalbano passando per
Ortigia e l’Isola Bella – precede la succinta liturgia celebrativa del
“politically correct” e di tutti i suoi maggiori rappresentanti. Se Raffaele
Lombardo, neopresidente della Provincia etnea è convinto che la manifestazione
“è per la città un riconoscimento che l’inorgoglisce e la valorizza”
tocca a Umberto Scapagnini, ampliarne i contenuti: “Nella proiezione
mediterranea che stiamo configurando - ha detto il primo cittadino catanese - il
nostro è un territorio che costituisce un ponte tra l’Europa e tutte le altre
realtà continentali”. Non è certo un caso – come ha tenuto a sottolineare
lo stesso Carlo Sartori, segretario generale del premio – che “il Prix è
stato scelto dai Ministeri italiani delle Comunicazioni e dei Beni Culturali
come sede del Consiglio Informale dei Ministri della Cultura e
dell’Audiovisivo dell’Unione Europea (sabato, nel siracusano Castello di
Maniace) nell’ambito del semestre di presidenza italiana”. Anzi Catania e
Siracusa hanno spazzato via altre pressanti candidature “per presentare - ha
concluso Sartori - le perle del mercato radiotelevisivo e multimediale”. Già:
224 programmi da più di quaranta paesi: 80 per la radio, 111 per la
televisione, 33 per il web; una imponente (ed ovvia) presenza della Rai con
alcune interessanti anteprime, aperte a tutti, (cui parteciperanno gli stessi
protagonisti), presso il catanese Teatro Sangiorgi: da “Storie di Anna”
(culmine del “Diversità day” di domenica 14) a “Vite a perdere” di
Paolo Bianchini con Ninetto Davoli; da “Salvo D’Acquisto” con Giuseppe
Fiorello e Luigi Maria Burruano, a “Il sequestro Casella”, fino ai
“Monologhi” di Marco Paolini, performance teatrale in onda su RaiTre con
“Report” il programma di Milena Galbanelli, presente alla rappresentazione.
E ancora, convegni professionali, dibattito pubblico con le giurie, mostre
fotografiche e presentazioni di libri, incontri sulla qualità televisiva e
l’innovazione. Che sono state ulteriormente invocate dallo stesso assessore
regionale Fabio Granata come strumenti per “il richiamo alla memoria e alla
identità e per la modernizzazione dell’isola: per offrire cioè la nostra
faccia al sole”. Sulla delicatissima e controversa questione “immagine”
arrivano pure le bacchettate – e sono un sasso polemico nello stagno grigio
della mattinata - nientemeno che del presidente della Regione Cuffaro in
persona: “Mantenendo il Prix Italia in Sicilia - ha affermato - onoriamo il
nostro impegno, mettiamo alla prova le nostre risorse umane e offriamo l’isola
più vera, non certo l’idea volgare – un aggettivo più e più volte
ripetuto - che per esempio presenta “Strage di Stato” (il film di Paolo
Benvenuti, presentato a Venezia in cui la strage di Portella della Ginestra
viene ascritta a personaggi illustri del mondo della politica anche siciliana,
in uno schema inquietante che unisce ai rapporti piramidali l'utilizzo dell'arte
combinatoria del ministro degli interni Scelba, ndr). E spazio per la
polemica ce ne sarà parecchio durante i convegni sulla qualità televisiva, le
conferenze stampa dei vertici nazionali Rai: tra gli altri Fabrizio Del Noce e
Flavio Cattaneo, Antonio Marano e Agostino Saccà, Paolo Ruffini e la stessa
Lucia Annunziata che, in qualità di presidente dell’ente radiotelevisivo,
interverrà sabato 20, alla cerimonia di premiazione dei vincitori del Prix
Italia prima del gran finale: lo show nel suggestivo scenario di Piazza Duomo a
Catania.

tags: