Il Consiglio di Giustizia amministrativa dà ragione all'Oikos sulle autorizzazioni ambientali

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Discarica TiritìMentre la Regione continua a rivelarsi incapace di avviare a soluzione il problema perenne della gestione dei rifiuti, e si accumulano alla Procura della Repubblica gli esposti e denunce del sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo e dei Comitati No discarica, la magistratura amministrativa continua a tenere banco sull’eterna vicenda della megadiscarica di Valanghe d’Inverno.

L’ultimo “colpo di scena” è la pubblicazione ufficiale della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa siciliano (Cga) con la quale - entrando nei profili di merito - si accolgono i ricorsi della Oikos e si «annulla il provvedimento regionale di rigetto dell’istanza di rinnovo dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) rilasciata il 29 marzo 2009, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Autorità amministrativa». Ciò superando l’ordinanza con cui il Tar aveva respinto il ricorso dell’Oikos contro il diniego del rinnovo dell’Aia del 2009; un provvedimento che secondo il Cga di Palermo presenterebbe “una grave lacuna di giudizio” e non avrebbe «legittimo fondamento nella riscontrata non-conformità urbanistica della precedente Aia del 2009». Il Cga con una sentenza definitiva dunque dà torto alla Regione sul suo rifiuto di autorizzazione all’Oikos, disposto dopo le risultanze di un’indagine interna sul sistema dei rifiuti. Dal 2014 la discarica in pratica ha continuato ad operare in assenza di autorizzazioni all’esercizio, in quel territorio di Motta S. Anastasia le cui caratteristiche secondo i giudici sarebbero compatibili con la presenza di una discarica per rifiuti solidi urbani e non per i soli “inerti edili”.

La variante urbanistica a suo tempo approvata al Prg, allo scopo di cambiare la destinazione d’uso dell’impianto, finalizzata al conferimento di rifiuti solidi urbani, secondo il Tar era viziata dal mancato parere della Regione. Di diverso avviso invece il Cga, secondo cui la Regione nel documento di diniego di rinnovo dell’Aia non chiariva le motivazioni urbanistiche di non conformità, reputando i giudici amministrativi palermitani “sottile” la differenza fra le due categorie di rifiuti, inerti e Rsu, definite «tipologie molto vicine e simili, la cui variazione non può essere causa di nuove criticità urbanistiche nell'area».

Mancherebbero al rifiuto dell’Aia «ragioni sostanziali». «Il diniego – precisa il Cga - non fa riferimento a effettive esigenze urbanistiche, ambientali né di tutela della salute e della sicurezza, che peraltro nemmeno emergono dagli atti del procedimento». La pubblicazione della sentenza definitiva sul sito della Giustizia amministrativa concederebbe ora il “via libera” all’azienda per la prosecuzione del suo esercizio. Amaro il commento del sindaco di Misterbianco Di Guardo: «E' una sentenza inaccettabile che ci lascia sgomenti e desta preoccupazione. Ma è bene chiarire che dalla sentenza non scaturisce da sè alcuna autorizzazione, per cui la discarica rimane illegittima. Ora tutto torna alla Regione, ma non si potrà ignorare che il sito dove è ubicata la discarica non rispetta la distanza minima di 3 km dai centri abitati, come previsto dall'art. 17 della legge regionale n.9/2010; e che la vecchia autorizzazione del 2009 era pesantemente inficiata da innumerevoli illegittimità fra cui la mancanza di una Valutazione di impatto ambientale, ed era basata su falsi presupposti, come emerso chiaramente dagli esiti della Commissione di indagine nominata dall’ex assessore regionale Nicolò Marino. Noi non molliamo».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
13/04/2017

 

r.f.) Oltre alla politica e alla burocrazia, finora è stata chiamata in causa più volte la giustizia penale. Ma sono i contenziosi e le pronunce dei giudici amministrativi a dominare la scena e condizionare gli eventi. Dando ragione agli esperti legali dell’Oikos e annullando i provvedimenti regionali sulla discarica, la partita si riapre su basi ben diverse dalle assicurazioni date a dicembre 2016 dal presidente Crocetta e dal ministro Galletti alle popolazioni di Motta e Misterbianco.

 

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