I nostalgici 50 anni dello "storico" Rugby a Misterbianco

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Misterbianco Rugby 8/11/1970Il rugby a Misterbianco compie 50 anni: lo ricorda a tutti con orgoglio e nostalgia Enzo Nicotra, tra gli appassionati che tessono le fila di straordinarie memorie e amicizie della “palla ovale” misterbianchese, oggi "impedita" dal covid a festeggiare il mezzo secolo dalla prima "storica" partita giocata sul terreno di Mezzocampo l’8 novembre 1970.

Con 15 giovani misterbianchesi entrati quel giorno in campo contro il Milazzo, alla presenza del sindaco Turi Gennaro, parenti, amici e giocatori dell’Amatori Catania; un evento indelebile nella mente e nel cuore di tanti.

Quell’amato rugby, “importato” tra calcio e ciclismo seguitissimi, che vide poi Misterbianco diventare un’invidiabile “scuola”, fucina di grandi atleti, ed entrare con pieno merito nella storia sportiva catanese, da un benefico “virus” contagiato dal giocatore Gianni Mignemi (dell’Amatori Catania) ad Antonio Ferlito, primo presidente e giocatore di un manipolo di giovani entusiasti presto coinvolti. In gioco nel tempo figure poi popolarissime, alcune delle quali oggi scomparse (come il preside e assessore Santo Mancuso, Enrico Aiello, Gino Ferlito, Nino Caruso "l'artista", Nino Russo, Gino Ferlito, Tano Puglisi, Pippo Cavallaro, Mario Santonocito, Orazio Sortino) ma sempre vive nella memoria e nell’affetto.

Una lunga storia fatta di successi e ottimi rugbisti (alcuni anche militanti dopo in serie A), tra scherzi goliardici e sacrifici economici, poi di alti e bassi; dopo la perdita del campo, l’esodo e lo scioglimento; poi col campo Toruccio La Piana la “rinascita” nel 1983 con la grande presidente Francesca Pellegriti, l'orgogliosa militanza in serie C, col misterbianchese Ninni Condorelli diventato arbitro internazionale; e la terza fase dal 2002 coi presidenti Paolo Conti e Raffaele Panebianco (oltre a Pippo Privitera, Mimmo Marchese e Pietro Nastasi) e allenatori come Melo Scilio, e ancora un nuovo scioglimento per problemi economici (costosissime ad esempio le trasferte in Campania).

Gente d’altri tempi che ha vissuto il rugby come passione pura, maestro di vita e lealtà sportiva e veicolo di amicizia. Ora, alcuni appassionati (Carlo Rizza, Mario Coco e Carlo D’Amico) continuano la tradizione con un progetto di “mini rugby” per ragazzini (i “Leoni Rugby”) che è scuola educativa e di prevenzione sociale.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
03/11/2020

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