Di Guardo risponde alla Oikos: "Ecco la verità sulla discarica"

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Nino Di GuardoL'ex sindaco di Misterbianco torna all'attacco, dopo lo scioglimento per mafia risponde all'amministratore della Oikos.

MISTERBIANCO – Parole dure contro la Oikos. Neanche lo scioglimento per infiltrazioni ferma l'ex sindaco Nino Di Guardo, che torna sul piede di guerra e risponde ai gestori del colosso dei rifiuti che, alcuni giorni fa, avevano ricostruito, punto per punto, su LiveSicilia, la replica ai rilievi della Commissione regionale Antimafia.

LA CONDANNA - Una storia di potere, soldi e burocrazia, che si incrocia con equilibri politici e quella verità, ancora non definitiva, giudiziaria, che ha visto il re dei rifiuti Domenico Proto, condannato in primo grado per corruzione.

E da lì riparte Di Guardo, “per smentire uno degli argomenti di punta della Oikos – scrive l'ex sindaco a LiveSicilia - che dopo anni di indagini il Tribunale di Palermo - nel condannare Proto e Cannova - afferma e documenta (a pag. 59) “che dietro alla conversione del progetto di Valanghe d’Inverno c’era la mano prezzolata del ‘consulente’ Cannova”. L’attuale amministratore – rincara la dose Di Guardo - fa torto all’intelligenza ed alle capacità imprenditoriali di Mimmo Proto, ancora socio della Oikos ed a cui forse deve la propria nomina, affermando che questi pagava, e pagava tanto, un semplice passacarte che gli spillava quattrini senza poter dare nulla in cambio”.

PROFILI AMMINISTRATIVI – L'amministratore della Oikos Luciano Taurino ha elencato le vittorie amministrative della società, lanciando anche una frecciata a Di Guardo che “aveva pensato ad un’area del medesimo comprensorio per la realizzazione di una discarica pubblica, senza che nessuno, in quel caso abbia sollevato obiezioni di sorta". “La verità – risponde l'ex sindaco - è che il progetto di quella discarica, risalente a vent’anni fa, e la scelta del relativo sito sono stati effettuati da un comitato tecnico nominato dal Prefetto Blonda. La materia, infatti, era allora di esclusiva competenza del prefetto ed io non avevo alcun potere al riguardo. Si trattava, comunque, del progetto di una discarica pubblica che come tale sarebbe stata gestita nel pieno rispetto della salute pubblica (senza ad. es. risparmiare nella realizzazione delle strutture per minimizzare la produzione di percolato) ed al servizio solo di Misterbianco e di alcuni piccoli comuni e che sarebbe dovuta sorgere più a sud e più distante dai centri abitati. Quel progetto, dopo essere stato finanziato, fu poi stranamente boicottato permettendo così alla discarica privata di Tiritì di proseguire la sua illegittima attività”.

E ancora, Nino Di Guardo affonda il coltello sulle sentenze amministrative, smentendo che il Tar Roma abbia affermato "che la discarica di Valanghe d’inverno si trova nel migliore dei posti possibili". Nella sentenza n° 10387/2013 il Tar della capitale si limita a riportare il contenuto della nota n° 60 del 11.1.2005 a firma del dott. Giuseppe Latteo che, sempre dalla sentenza del Tribunale di Palermo, si apprende “essere indagato insieme al Cannova in altro processo””

IL PROGETTO – Ci sarebbero difformità, secondo Di Guardo, anche nelle progettazioni che hanno consentito “con un decreto scandaloso” e “un colpo di mano”, di prolungare per altri dieci anni la vita della discarica. “Ciò è inaccettabile – commenta l'ex sindaco di Misterbianco - tanto più inaccettabile se, come rileva la relazione conclusiva della Commissione Antimafia regionale il rinnovo è avvenuto in tutta fretta “nonostante la severa sentenza di condanna per fatti corruttivi emessa il mese prima, e senza ritenere di dover attendere e conoscere le motivazioni di questa sentenza”.

LE CONCLUSIONI - “Al di là di ogni cavillo e sofisma giuridico addotti dall’amministratore dell’Oikos, la sostanza è che non può esistere una mega discarica a due passi dai centri abitati e che la salute dei 70.000 cittadini di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia non può essere compromessa da una siffatta minaccia ecologica.

È uno scandalo infinito – conclude Di Guardo - e la Regione deve ritornare sui suoi passi e revocare quella vergognosa autorizzazioni.

Antonio Condorelli
catania.livesicilia.it
08/05/2020

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