Città metropolitana, dibattito trasversale

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ARSSi è aperto il dibattito sull'adesione e appartenenza o meno di Misterbianco, con i suoi quasi 50 mila abitanti, alla città metropolitana di Catania, analogamente a quanto accade altrove nella provincia. E si registrano già posizioni «trasversali» sui diversi fronti, su un tema delicato e scottante.

Il consigliere Marcello Russo, di maggioranza, è tra coloro che chiedono anche per iscritto almeno un approfondito dibattito prima dell'adesione. «In Europa, come modelli di città metropolitana hanno Berlino, Parigi, Londra; io credo che oggi Catania sia distante anni luce da queste metropoli. E' utile quindi che ci siano dei confronti tra le forze politiche e con i cittadini. Mi aspetto che la comunità si esprima, se cioè si condivide il pensiero del nostro primo cittadino, che inizialmente era contrario alla città metropolitana, ma poi successivamente (come affermato dallo stesso in consiglio comunale) si è ricreduto e ha dichiarato di essere favorevole; o se invece le forze politiche e i cittadini ritengono (come me) che Misterbianco non debba diventare il più grosso quartiere della città di Catania».

«Allo stato attuale, sia chiaro, Misterbianco è a tutti gli effetti dentro la Città metropolitana di Catania. Il nostro Consiglio comunale ha facoltà entro settembre di votare l'uscita del comune di Misterbianco dalla città metropolitana, la cui votazione positiva porterebbe a un referendum popolare (così come previsto dalla legge) confermativo della volontà espressa dai consiglieri».

Da parte sua, il consigliere Serafino Caruso, dell'opposizione, ribadisce: «La nostra posizione è quella di salvaguardare storia e tradizioni del nostro comune. Secondo noi la soluzione migliore sarebbe quella che Misterbianco aderisse a un Libero Consorzio di Comuni, anch'esso titolato ad attingere ai Fondi comunitari di cui tanto ci si preoccupa».

«Questa scelta darebbe al Comune la possibilità di non perdere la propria identità e di non diventare di fatto un quartiere o sobborgo di Catania con tutto ciò che ne conseguirebbe, in termini di scelte amministrative ed urbanistiche, di priorità, di rifiuti ecc. Insomma, vogliamo tutelare al massimo la nostra cultura e i nostri campanili».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
08/06/2014

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