Casa per i disabili psichici

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Gruppo Appartamentoda lasicilia.it
Da gennaio 2010 all’interno di un bene confiscato alla mafia nascerà un «Gruppo appartamento», una nuova casa per i disabili psichici. E’ il risultato di un incontro tra Asl 3 e Comune di Misterbianco, sancito ieri con la firma di un protocollo d’intesa. Il progetto prevede stage in aziende per l’inclusione occupazionale «Nel territorio della provincia di Catania insiste un’area problematica di disagio mentale nella popolazione adulta che, nonostante l’impegno di tutti gli operatori pubblici e privati, si presenta grave e ha bisogno di un concorso di iniziative. L’intervento che metteremo a punto con il Comune di Misterbianco rappresenta un grande passo in avanti per il recupero delle condizioni psico-sociali e per l’integrazione dei disabili psichici nel contesto familiare e territoriale».

Lo ha detto il direttore generale dell’Asl 3, Antonio Scavone, che ieri mattina ha firmato il protocollo d’intesa con il sindaco di Misterbianco, Ninella Caruso, per la creazione di un «Gruppo appartamento» all’interno dell’immobile di via Pier Santi Mattarella 7, un bene confiscato alla mafia che ospiterà un gruppo di quattro utenti a partire dall’1 gennaio 2010. Erano presenti alla firma, il responsabile del settore Salute Mentale Asl 3, Tommaso Federico, il responsabile del nucleo Interventi di Rete Asl 3, Roberto Ortoleva, il dirigente medico psichiatra del Dipartimento di Salute mentale Asl 3, Gisella Summa, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Misterbianco, Angela Privitera, il caposettore Servizi Sociali, Giusi De Martino, e la responsabile del servizio comunale disabili, Pinella Di Pietro. «L’abitazione, da cui parte la prima esperienza di "Gruppo appartamento" nei Comuni della provincia di Catania - ha continuato Scavone - consentirà agli ospiti di mantenere un elevato livello di autonomia. Un’alternativa alle altre forme di residenzialità assistita, come le comunità terapeutiche assistite o le comunità alloggio, dove l’esperienza della quotidianità vissuta in un contesto analogo a quello familiare - con le responsabilità di ogni componente, che deve occuparsi di pulire, cucinare e svolgere piccoli compiti domestici - ha l’obiettivo di aiutare i disabili ad integrarsi con gli altri, partecipare alla vita sociale e ottenere la miglior qualità di vita possibile, in relazione alle specifiche condizioni di ciascuno».
«All’interno del percorso d’inclusione sociale - ha continuato il sindaco Caruso - s’innesterà inoltre quello occupazionale: vera novità del progetto, infatti, è rappresentata dall’esperienza di un tirocinio dei disabili all’interno del polo commerciale e artigianale di Misterbianco».
I componenti del «Gruppo appartamento », scelti tra coloro che hanno compiuto un percorso terapeutico in strutture sanitarie o sociali e che hanno raggiunto un discreto livello di autonomia personale e patrimoniale, saranno infatti avviati a percorsi di orientamento e alfabetizzazione al lavoro. Nella fase iniziale, l’Asl 3 sosterrà l’iniziativa con un contributo economico e porterà avanti il progetto grazie alla consulenza dei medici e degli operatori del Dipartimento di Salute di Mentale.
«Questo progetto - hanno concluso Scavone e Caruso - costituisce un ulteriore traguardo per riconoscere un diritto di cittadinanza pieno alle persone con disabilità mentale, che fino a un decennio fa venivano considerate incurabili o socialmente pericolose. Ci auguriamo che a breve tale iniziativa possa essere inserita nel Piano di Zona contemplato dalla legge 328».


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