Appello al Partito Democratico di Misterbianco

Versione stampabileVersione stampabile

Non posso credere che il Partito Democratico, erede delle migliori tradizioni della sinistra progressista e del cattolicesimo democratico italiano, dei valori del progresso, della solidarietà, del lavoro, della legalità, che ha lottato da sempre per una società più giusta, contro la violenza e, soprattutto, contro la mafia, non sia sensibile a Misterbianco al grido di dolore che proviene dalla maggior parte della comunità locale, dai giovani e dalle forze sane della città, che chiedono con forza e determinazione di voltare pagina nell’amministrare la seconda città più popolosa della provincia di Catania, chiedono un radicale cambiamento degli uomini e della politica in vista delle elezioni amministrative del prossimo 24 ottobre.

Misterbianco è stata sciolta per mafia, nel settembre 2019, per la seconda volta in trent’anni, dal governo nazionale che ha recepito le informazioni contenute nella relazione del Prefetto di Catania. Inoltre, l’ex vicesindaco, il numero due della giunta comunale, è stato dichiarato “incandidabile” dal Tribunale Civile di Catania, confermando in pieno l’impianto accusatorio dello scioglimento per mafia degli organi politici del Comune etneo. Pertanto, a parer mio, per il principio della “corresponsabilità solidale”, l’intero gruppo dirigente del Comune dovrebbe “fermarsi”, se vale ancora l’etica della responsabilità politica e morale, l’etica della coscienza personale e collettiva, l’etica della verità civile. Faccio appello ai dirigenti locali e provinciale del Partito Democratico, al segretario provinciale, Angelo Villari, affinché si adoperino a creare le condizioni per un’autentica e visibile discontinuità politica e personale con il recente passato, marcando nuove vie e limpide alleanze elettorali. Servono uomini nuove per un reale rinnovamento dell’amministrazione cittadina, serve un patto con le migliori energie civiche presenti in città che chiedono unità e visibilità per un effettivo percorso di liberazione e di rinascita di Misterbianco.

C’è ancora tempo, c’è sempre tempo per creare un’intesa con tutte le forze progressiste e democratiche, contro la mafia e per la legalità, che sono presenti in città, per dare idee e uomini nuovi, con un candidato sindaco, competente, credibile, riconoscibile (che c’è), capace di rinnovare la vita politico-amministrativa della città. La politica è dialogo, confronto costruttivo, crescita civile e personale. La politica deve avere una funzione educativa, soprattutto, per le giovani generazioni. Mi sovvengono le parole del grande statista inglese Winston Churchill, che all’indomani della Conferenza di Monaco del 1938, dichiarava alle nazioni occidentali, “Potevate scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra”. Così adesso dico all’amico Angelo Villari, che il Partito Democratico, a Misterbianco, se non sceglie bene, rischia il disonore e la peggiore sconfitta politica ed elettorale della storia di Misterbianco. C’è ancora tempo. C’è sempre tempo per cambiare. Si, cambiare, per ripartire con onestà, con dignità, con coraggio!

Angelo Battiato

tags: