In vista delle elezioni comunali del 2017 si riapre già il mercato degli ingaggi

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Comunale 2017Da quando l’eletto viene omaggiato di una lauta indennità, un qualsiasi incarico nella municipalità (sindaco-assessore-consigliere ) è diventato un obiettivo di assalto al Palazzo Comunale.

D’allora le campagne elettorali sono state un pullulare crescente di liste che sono sembrate in un primo tempo essere i sintomi della auspicata partecipazione alla soluzione dei problemi del territorio. Invece si sono rivelate come fabbriche di eletti, vere agenzie di compravendita di gregari che al di là dell’etica sociale si riciclano a destra o a sinistra per quantificare maggioranze a cui il manovratore di turno possa ordinare come comportarsi o quali decisioni prendere. E nella dinamica di questo mercato la manipolabilità clientelare è stata resa più agevole da bacini collettori di voto, confederati in cosiddetti patronati o CAF che, con l’offerta (gratuita?) al cittadino di servizi già pagati dallo Stato, camuffano quasi sempre segreterie politiche di consiglieri comunali, provinciali e regionali. Servizi che diventano merce di scambio nell’attesa d’essere ricambiata con “voti di cortesia” nelle campagne elettorali. È chiaro che non intendo generalizzare e che sicuramente c’è anche una parte di Patronati che si comporta in maniera corretta e legale.

Già nelle scorse settimane l’apparizione di un manifesto di reclutamento degli aspiranti alle amministrative 2017 ha riaperto il mercato degli ingaggi...tutti in fila per i posti di consiglieri offerti dai vecchi e nuovi “manovratori” di turno. Un rito simbolico di democrazia intriso di espedienti che rivelano la povertà culturale del modo di intendere elezioni e politica come un negozio d’asta di posti in offerta. In verità il metodo fu sperimentato negli scorsi appuntamenti elettorali (più si fa incetta di adesioni alle liste..più s’ingrossa il baraccone clientelare). Ne trassero vantaggio le liste collegate al Di Guardo, ma stavolta ad anticipare la campagna promozionale sono suoi emulatori o ex suoi gregari. Suscita, dunque, un sorriso amaro il manifesto di oggi assai simile a quello di allora. Mi ricorda, infatti, che nel 2012 per la corsa al Municipio di Misterbianco ci furono 14 liste con 406 candidati. Una corsa sfrenata, durante la quale ci hanno bombardato con gigantografie e santini in una specie di festival di figuri che non spiegavano niente e non chiarivano nulla se non la miserabile questua del voto, i cui esiti purtroppo sono stati un Consiglio Comunale dai connotati mutevoli, resi variabili dal gioco dei quattro cantoni, ed una Giunta in continua mutazione genetica di ambigui matrimoni e poi di nominati. Da quelle elezioni risultarono in 18 i consiglieri di maggioranza eletti nelle 5 liste collegate al Sindaco Di Guardo...ma nel corso dei successivi anni, tra flussi migratori e ambigui patteggiamenti, maggioranze e opposizioni si sono rimescolate e confuse ad ogni seduta di Consiglio. Ed infatti, in questo marasma quante volte nei notiziari su Misterbianco ci è capitato di leggere “nasce un nuovo gruppo consiliare” che rilancia propositi ed aspirazioni per il proprio paese, e sono tanti e nemmeno nuovi nella nostra cittadina i gruppi che in vista delle prossime elezioni 2017 si riciclano in “progetti”, diversamente denominati ma con gli stessi illusivi proclami.

Ed è di oggi l’ultimo rimpasto che interessa la Giunta Comunale col congedo degli assessori Santo Mancuso e Giuseppe Condorelli, rimpiazzati col rientro di altri gregari ripescati o convertiti alle strategie dell’opportunismo.

Comunque, al di là di queste amare riflessioni, scorgo la speranza nel risveglio di quella migliore gioventù misterbianchese che oggi con spirito di “volontariato” sta offrendo il proprio impegno in associazioni culturali ed ambientaliste operative, le quali rappresentano la nuova forza sociale emergente su cui contare per non restare immobilizzata dai falsi miti e dalle “ruffianerie”, ma per dare un senso ed una ragione agli obiettivi di lotta che gravano ora sul sociale e sulla salute del nostro territorio minacciato dal disastro ambientale. Sinora il debutto dell’antidiscarica ha mostrato vistosamente i propri fermenti, c’è la protesta spontanea ma manca la lotta. Occorre raccogliere questi fermenti e trasformarli in Movimento politico di un popolo all’attacco. E pertanto sarebbe auspicabile che con l’approssimarsi delle prossime elezioni comunali del 2017 queste giovani energie di Misterbianco, evitando di restare ai margini della politica, rompano il predominio del dilagante politicantismo locale e, unificando le loro intelligenze si alternino nell’Amministrazione del Bene Pubblico con scelte qualificanti nelle quali ogni cittadino possa davvero credere ed identificarsi. Non occorrono grandi programmi, occorre soltanto seminare idee per raccogliere idee in un innovativo ed incisivo progetto sociale di autentico “VOLONTARIATO POLITICO” anche nella gestione democratica del Comune.

Enzo Arena

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