Sulle pandemie

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PandemiaLa pandemia causata dal covid sta creando giornalmente una grave condizione di stati latenti di angosce ed instabilità emotive e relazionali. È terribile avere il timore dell’altro che può metterti in una condizione di morbosità e premorte. In tutte le fasce di età con diverse connotazioni cognitive ed ideative si elaborano dinamiche ontologiche ed esistenziali che fanno emergere dimensioni oniriche ed esistenziali profondamente affliggenti. La quotidianità, aggravata da un martellante sistema informativo, è vissuta in termini di casualità, precarietà e vulnerabilità.

Viene intaccata in modo significativo il senso della “prospettività” e della progettualità. Il domani diventa incertezza perdendo le sue qualità di futuro e avvenire. Un fine pena “a-tempistico”, che non trova conforto da appelli o decisioni, che non può essere patteggiato o ritrattato. L’inesorabilità dell’accadimento è parzialmente demandato alla possibilità di eventuali evitamenti, alla esclusione ed alla esclusività. Viene meno la fiducia nell’altro, la comprensione, la solidarietà e il riconoscimento della stima reciproca è fortemente intaccata dalla possibilità del contagio e dell’ infezione. È una peste senza colori o bozzoli, che lavora all’interno della carne e della mente, che logora e si espande così per caso, senza un come ne un perché.

Tuttavia, pur avendo una timida fiducia nelle scienze esatte, riteniamo che sia possibile, tra l’oggi e il domani prossimo, ridisegnare le rette dell’avvenire e rimodulare il senso dello stare nel mondo. Necessita rinegoziare stili ed abitudini di vita, qualificare il valore del cibo, potenziare le energie positive immunizzanti, fluidificare i processi dello scambio e delle relazioni, rintracciare e bandire le nocività presenti negli elementi primari, aria, acqua, suoli ed alimenti. Nell’affermare ciò, abbiamo una piena consapevolezza che là dove sussistono le precarietà, le paure, le incertezze e le prevaricazioni si creano gli “umus” favorevoli alla crescita e al diffondersi delle fragilità, delle malattie e delle affezioni. Riteniamo, inoltre, che di fronte ad una pandemia globale, come quella che stiamo vivendo in questo periodo storico, vadano prese delle scelte politiche coraggiose, chiare ed inequivocabili, che siano in grado di produrre stravolgimenti economici e sociali duraturi.

Pensiamo, in primis, al blocco e riconversione delle spese militari in strutture sanitarie e strumenti medicali, al potenziamento dei fondi sulla ricerca e la sperimentazione, ad un sistema capillare di alta qualità sulla prevenzione e la gestione della sanità pubblica, all’erogazione dei servizi sanitari gratuiti per tutti i cittadini. Pensiamo, inoltre, alle vulnerabilità fisiche e mentali ai quali milioni di persone sono soggette a causa di carenze di risorse primarie, cibo , acqua, ambienti salubri, problematiche non più demandabili ad interventi pseudo assistenzialistici e caritatevoli, ma necessitano di una vigorosa cesura delle accumulazioni economiche in mani di pochi megalomani benestanti.

Pensiamo, più che mai come in questo periodo di Pandemia, al senso della politica e delle scelte di governo affidate a personaggi incapaci e senza scrupoli, privi di qualsiasi logica umana per il benessere collettivo. Questa drammatica esperienza, che sta segnando la storia dell’umanità, a nostro avviso ci porterà ad un crocevia, dove dobbiamo iniziare un nuovo percorso di vita, per incominciare a scegliere e non essere più scelti, per essere responsabili in prima persona delle nostre azioni quotidiane e collettive, per non demandare ad un qualsiasi scapestrato-chiaccherone la “suprema arte del buon governo ”.

Pasquale Musarra
9/1/2021

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