Sintiti, sintiti, ca c’è di sèntiri

Versione stampabileVersione stampabile

Frazioni in movimentoCosì gridavano i vecchi banditori nei centri urbani per richiamare l’attenzione: udite, udite, che c’è da sentire.
Giravano per piazze e strade, muniti di tamburo o di cornetta. Con il gran suono radunavano le persone, ragazzi vocianti in prima fila, e poi, con voce tonante, annunziavano le novità, specie le note comunali e prefettizie.
Ebbene, le vicende da raccontare, per l’estemporaneità, vacuità, imperizia, autoritarismo, richiamano gli atti improvvisati dei "bei tempi andati" che non avevano nessuna parvenza di diritti, dignità e democrazia. In una "ridente" città bagnata dal mare, sul di cui specchio d’acqua si riflette l’immensa mole della montagna, un bel dì ( primo agosto c.a.), sul comando del sindaco, sono diventate operative sei ordinanze comunali, appellate " in difesa della sicurezza e del decoro locale", altrimenti, dal popolo, dette "rovina famiglie".

Domenico Stimolo

Infatti, tanti sono i variegati atti condannati al perseguimento, con multe fino a 500 euro. Tra questi, in una città pervasa da mille e più palesi, feroci contraddizioni riguardo la gestione dei rifiuti e il sofferto costrittivo e continuo "accampamento" di tanti cittadini in stamberghe chiamate abitative, è prevista la "caccia" a chi abbandona per terra carte, mozziconi di sigarette, lattine…….incuria nella tenuta dei luoghi, tenuta in abbandono e degrado di immobili o casolari….che ledono il bene della sicurezza urbana, e il bivacco con campeggio in aree non attrezzate.

Nella gran parte della città mancano cestini, raccoglitori per la differenziata, i normali contenitori fanno gran puzza da lontano…..molto inquietante, dato che non vengono mai lavati e disinfettati. Evidentemente l’amministrazione comunale li considera puri ed inutili orpelli. Poi, un bel dì, il re locale rimane completamente "nudo", alle prese, quindi, con i lazzi, i frizzi e le facezie dei sudditi. Il primo eclatante evento risale alla nottata di ferragosto, l’altro è proprio di ieri 22 agosto.

In quest’ultimo episodio, in un’area di 50 ettari di proprietà del Comune a ridosso dell’aeroporto, da parte de Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri è stata "scoperto" un aggregato di enormi e variegati cumuli di spazzatura. Fin qui "nulla di strano", dati gli standard caratterizzanti la città e il territorio comunale, ove insistono molte discariche abusive. Il dato sconcertante ed innovativo è rappresentato dal fatto che quell’area era adibita a discarica ufficiale, dismessa da lungo tempo, e, diversamente dagli obblighi di legge, mai bonificata. In più, tranquillamente, pascolavano circa 150 capi di bestiame e animali da cortile. Si nutrivano di spazzatura e, da parte dei quattro "fattori" scoperti in loco, fatti abbeverare con i liquami prelevati da un vicino canale fognario. E’ stato accertato che l’area era stata da tempo trasformata in una vera e propria permanente "tenuta da pascolo".

Ebbene, a parte le domande di routine che riguardano il Comune e quindi l’amministrazione locale: come mai una discarica comunale non bonificata? Come mai un’enorme ricettacolo di spazzature persistenti da anni in un’area di proprietà comunale, in un luogo ben visibile, dato che trattasi di territorio esclusivamente pianeggiante, come mai è stato permesso il persistente pascolo e, quindi, la crescita di animali avvelenati a totale danno dalla salute dei cittadini? Sorgono spontanee altre domande.

Se una cicca di sigaretta o una carta buttata a terra, stante l’ordinanza del sindaco, vale 500 euro di multa, gli enormi cumuli di spazzatura giacenti nell’area comunale, mai rimossi quanto valgono in sanzione? Raziocinio umano e legislativo vorrebbero che la pena abbia un giusto carattere progressivo. Quindi, la sanzione deve essere applicata a peso! A Chi? Ovviamente, al Comune! Se un mozzicone di circa un grammo vale 500 euro, 1000 chili di "cartacce" "pesano" 500.000 euro. Ovviamente sul luogo sono giacenti tantissime tonnellate del corpo del reato. Nelle casse comunali sono state fatte accumulare nel corso degli ultimi anni quasi un miliardo di euro complessivo di deficit. Pazienza, la legge vale per t tutti. Quindi, i Vigili urbani, devono urgentemente presentarsi presso il palazzo comunale, per presentare il giusto conto sanzionatorio nelle mani del sindaco: Toc, toc, toc. Chi è? La bolletta della Legge!

L’altro evento, quella consumatosi nella gioiosa notte di Ferragosto, ha caratteristiche puramente "fantozziane". Fatta la legge, pur di fronte alle enormi contraddizioni del contesto, bisogna pur cercare di applicarla. L’area marina a ridosso del lato sud della città è caratterizzata da una considerevole estensione sabbiosa, lunga parecchi chilometri. Come ormai consolidato a danno della comune utilità dei cittadini, la stragrande maggioranza dell’area è ormai stata "espropriata" dai tanti lidi, più o meno attrezzati ( tutto normale, per carità, utilizzano le leggi e le normative comunali vigenti).

E’ tradizione, ma essenzialmente necessità - gran parte dei cittadini di questa "ridente" città, o sono poveri di fatto ( oltre un terzo), o in molto magre condizioni economiche- che anche il popolo così costituito in occasione della grande festa senta la giusta e naturale esigenza di fare due giorni di vacanza al mare, quello immediatamente vicino alla città. Si reca nelle poche strisce sabbiose lasciate al libero uso, senza i richiesti lauti "pedaggi", in qualsiasi forma e genere ( a parte i "benemeriti" guardiamacchine che impazzano a gò-gò). Stazionano anche durante la notte. Portano i viveri, montano le "tende". Si fanno il bagno, prendono il sole, giocano. Tanti sono i bambini, gli esclusi dai cosiddetti giuri della normalità. Poi, come da tradizione nel trapasso ferragostano, in alcuni fanno anche il fuoco. Come in tutti gli andazzi locali i servizi pubblici sono ormai stati ridotti all’osso, parecchi totalmente tagliati. In questa fattispecie non esistono aree attrezzate all’uopo, in libera fruizione. Tutto deve essere pagato. E chi è povero, disoccupato, precario, pensionato al minimo? Peggio per lui: faccia ferragosto chiuso a casa.

Ebbene, una delle dei ordinanze del sindaco vieta il cosiddetto e tanto vituperato bivacco! La notte di ferragosto i Vigili Urbani sono stati comandati ad andare sul "luogo del delitto" per sanzionare gli illegali. Anche qui un’altra stangata "rovina famiglie", fino a 500 euro di multa. I "nostri", in sedici, sono stati costretti a battere in ritirata. Migliaia e migliaia i cittadini in spiaggia. La nuova legge locale non poteva essere applicata, pena la grande ribellione dei festanti. Troppo forte il popolo, in numero e spiegamento di forze "armate": tende e teloni.. Raccontano le cronache cittadine che i Vigili, giusto per non tornare con il bollettario ancora vergine hanno staccato sei multe, per campeggio abusivo, ad un piccolo nucleo di campeggiatori che stazionavano, lontano ed "indifesi", dall’area del peccato di massa. Visto il totale fallimento e la forzata disattesa dell’ applicazione della legge, dai preposti sono stati fatti grandi ed impegnativi proclami: "l’anno prossimo andremo in gran forza", la legge è legge! Ma dove? Quando e quanto? I Vigili Urbani in questa città sono stati portati quasi all’estinzione naturale. E’ quasi un evento vederne per strada. Non siamo alle "nuove comiche", siamo a Catania.

tags: