Per la prima volta, quest’anno, la XXV edizione del Premio Internazionale “Chimera d’Argento 2025” si è svolta nei giorni scorsi nella storica e prestigiosa Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Università di Catania. Durante la manifestazione, organizzata dall’Accademia d’Arte Etrusca, presieduta dall’artista Carmen Arena, sono stati assegnati gli ambiti riconoscimenti alle eccellenze siciliane nel campo della magistratura, delle forze dell’ordine, della medicina, del giornalismo, dell’arte, della musica e della ricerca scientifica e culturale.
La cerimonia, condotta dall’avvocato Santina Caffo e dalla dott.ssa Maria Rita Barba, ha visto come madrina l’ex Procuratore Aggiunto di Catania Marisa Scavo, destinataria, nel corso della serata, di un riconoscimento speciale. L’evento è stato arricchito da un concerto a cura del Maestro Vera Pulvirenti e della Soprano Rosanna Leonti, con la partecipazione degli allievi del Conservatorio Musicale “Vincenzo Bellini” di Catania. «Il premio Chimera d’Argento è un riconoscimento internazionale molto ambito che rappresenta l’onorificenza più prestigiosa della città di Catania. – ha dichiarato l’avv. Santina Caffo – Durante la lettura dei curriculum dei premiati, nella mia inedita veste di conduttrice, si respirava una sorta di timore reverenziale misto ad ammirazione. Una lezione di vita sempre». Le ha fatto eco la dott.ssa Maria Rita Barba, «La chimera, simbolo del premio e dell’Accademia Etrusca, è ricca di allegorie e di significati, come il leone che rappresenta il coraggio e la forza, e la criniera a forma di sole che indica luce e calore».
I premiati di quest’anno sono stati: per la magistratura e le istituzioni: dott. Carmelo Zuccaro (Procuratore Generale, presso la Corte d’Appello di Catania), dott. Francesco Marino (Presidente Tribunale di Catania), dott.ssa Maria Grazia Vagliasindi (già Presidente Corte d’Appello di Caltanissetta), dott. Giuseppe Bellassai (Questore di Catania), dott.ssa Maria Carmela Librizzi (già Prefetto di Catania), prof. Francesco Priolo (Rettore dell’Università di Catania). Per le autorità militari: colonnello Claudio Papagno (Comandante Reparto Operativo Comando Provinciale Carabinieri di Catania), Colonnello T. Spef Diego Serra (Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Catania). Per il giornalismo: Antonella Gurrieri e Francesca Aglieri Rinella. Per la medicina: dott. Salvatore Caramma (Dirigente medico di anestesia e riabilitazione), dott. Salvatore Bartolotta (urologo), dott.ssa Barbara Parolini (oculista). Per la musica e il canto: M° Vito Imperatore (Primo violino di spalla, Ente Autonomo Regionale, orchestra “Vincenzo Bellini” di Catania), tenore Filippo Piccolo (Docente di canto del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania). Per la ricerca scientifica: dott. Stefano Branca (direttore Osservatorio INGV di Catania), dott. Boris Behncke (Vulcanologo INGV di Catania). Per la ricerca culturale: prof.ssa Carmela Pace (Presidente Centro Studi Pirandelliani di Siracusa). Per l’avvocatura: avv. Giovanni Magrì (Foro di Enna). Inoltre, sono stati conferiti dei riconoscimenti speciali al dott. Epifanio Comis (pianista e direttore d’orchestra) e al dott. Giacomo Scuderi (giornalista). Hanno preso parte alla cerimonia di premiazione: dott.ssa Anna Mattaliano, dott. Carmelo Iacobello, cav. Salvo Narciso, dott.ssa Rosalba Sgarlata, prof.ssa Anna Maria Di Falco, dott.ssa Grazia Scavo, dott.ssa Nelly Ohazuruike, Ins. Angela Galatà, Rosetta Caruso, Lina Fichera, Dir. Enzo Meccia, Angelo Battiato, Agatino Morabito e Carmelo Pellicori.
«Il Premio Internazionale “Chimera d’Argento” – ha dichiarato l’artista Carmen Arena, ideatrice del premio – nasce con lo scopo di valorizzare le eccellenze della nostra Sicilia, riconosciute in tutto il mondo. Abbiamo voluto premiare le più significative personalità della magistratura, dell’università e delle istituzioni scientifiche e culturali, vanto della nostra terra. Un ringraziamento particolare al Magnifico Rettore, prof. Priolo che ci ha ospitati nell’aula magna dell’Università, “tempio della cultura” catanese». Eccellenti gli interventi di ringraziamento dei magistrati premiati che hanno sottolineato il “valore della cultura nella legalità, intesa come elemento imprescindibile di relazione tra gli uomini” e come “pilastro della democrazia”, e il senso del dovere “come virtù che si acquisisce da giovane”. Un premio, dunque, come testimonianza e come impegno civile e culturale.



























