I sindaci Di Guardo e Carrà uniti dal ministro Galletti, da Roma arrivano tre impegni significativi

Versione stampabileVersione stampabile

Ministero Ambiente e TerritorioNessun “miracolo”, ma non è stata una “missione” inutile, e qualcosa si porta a casa. E’ durato quasi un’ora e mezza l’atteso incontro a Roma dei sindaci Nino Di Guardo (accompagnato dall’assessore Angela Vecchio) e Anastasio Carrà (assieme all’ing. Antonio Di Rosa, responsabile area lavori pubblici) con il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti (affiancato dal Capo di gabinetto, dal direttore generale Grillo e vari funzionari), che li aveva invitati, per discutere i problemi e le attese delle popolazioni di Misterbianco e Motta S. Anastasia mortificate da una vita dalle vicinissime discariche, prima di Tiritì e poi Valanghe d’inverno. Ha partecipato all’incontro anche l’on. Giuseppe Berretta, che ha “sposato” la causa sulle discariche.

«Siamo abbastanza soddisfatti – ci dice il sindaco di Motta, Carrà – anche per l’accoglienza e la disponibilità dimostrateci dal ministro, al quale abbiamo prospettato in sintonia con Di Guardo le sacrosante ragioni dei nostri territori. Possiamo riassumere in tre punti salienti i risultati conseguiti oggi a Roma. Anzitutto, ci è stato assicurato che il Ministero non procederà ad alcuna intesa con la Regione Sicilia, alla scadenza dell’attuale proroga emergenziale a fine novembre, se non verrà prima avviata dalla stessa Regione la gara internazionale per l’invio di grandi quantità di rifiuti all’estero. In secondo luogo, il ministro si adopererà per la normalizzazione della bio-stabilizzazione, e affinchè alla discarica di Valanghe d’inverno venga portata solo la frazione secca dei rifiuti, conferendo l’umido da trattare a Lentini; eliminando quindi gran parte della puzza che ci ammorba l’aria. Terzo punto, l’avvio in tempi ragionevoli della necessaria bonifica della vecchia discarica di Tiritì». «Un altro discorso – continua Carrà - riguarda poi il piano dei discussi inceneritori decretato dal Governo nazionale, che ne prevede per la Sicilia due ma potrebbero essere quattro. Ma in sostanza possiamo dire che le premesse di una svolta positiva ci sono».

Chiaramente soddisfatto anche il sindaco di Misterbianco Di Guardo, arrivato a Roma con un copioso dossier: «Non possiamo dire di aver vinto – dichiara il vulcanico primo cittadino – ma sicuramente registriamo riscontri e alcuni concreti passi in avanti che rendono positivo questo incontro romano. Il ministro ha ascoltato le nostre ragioni e ricevuto le nostre documentazioni. Abbiamo portato il problema delle nostre discariche a livello di Governo nazionale e non è poco. E l’aver ricevuto assicurazioni ministeriali sul trasferimento dei rifiuti all’estero, sul conferimento del solo “secco” a Valanghe d’inverno e sulla bonifica di Tiritì è intanto molto significativo per noi. E Galletti ha promesso che visiterà di persona il nostro territorio. Rimane ovviamente il problema della chiusura della discarica, il nostro obiettivo irrinunciabile di fondo per il quale il ministro non può fare miracoli, ma continueremo a sostenere questa battaglia fino in fondo. Ringrazio vivamente il collega Carrà per aver validamente sostenuto unitamente a noi le nostre stesse ragioni». E anche questa esplicitata sintonia, a nostro avviso, costituisce uno degli aspetti più confortanti dell’incontro romano.

Un incontro richiesto due settimane prima con una lettera dal sindaco Di Guardo, ma anche preannunciato dall’on. Chiara Braga, prima firmataria dell’interrogazione parlamentare cui aveva risposto la sottosegretaria Silvia Velo. E la risposta ministeriale aveva lasciato perplessi, confermando la competenza delle Regioni (e non del Governo centrale) sulle autorizzazioni, profilando la volontà di pervenire ad un «moderno sistema industriale dei rifiuti in Sicilia che superi l’attuale deficit infrastrutturale», ma lasciando sostanzialmente irrisolti i nodi della legalità, dell’ambiente e dei pericoli alla salute su cui sono state finora incentrate le proteste, denunce e manifestazioni. Poi, gli inceneritori in Sicilia decisi tre settimane fa dal Governo con decreto. Ora, qualche risultato parziale e interlocutorio si è pur ottenuto.

Tappe ancora da vivere di una storia infinita, che Di Guardo ha definito «la battaglia della vita».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
28/10/2016

tags: