Gli anziani tra di noi

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AnzianiNel rispetto e attenzione alla vita e ad ogni persona umana, gli anziani - definiti “memoria dell’umanità” da papa Francesco - possono insegnarci a vivere, anche quando infermi, non più autonomi e ritenuti “inutili”. E la vecchiaia non è affatto un “affare privato”.

E’ un “segno dei tempi” che le Suore Francescane, presenti a Misterbianco ormai da 90 anni, dopo essersi da sempre dedicate ai servizi educativi all’infanzia, dal 2016 abbiano esteso la propria attenzione apostolica ad «una nuova opera di carità e testimonianza» – come sottolineato dalla superiora Madre Anselmina – con una Casa di riposo per anziani, e intendano «estendere la propria disponibilità ad ulteriori servizi in favore della “terza e quarta età”, in collaborazione con i Servizi sociali, le parrocchie e le istituzioni» annunciandolo nel primo incontro-dibattito da loro promosso. E mons. Agatino Caruso, partendo dalle grandi figure anziane della Bibbia, «preziose agli occhi di Dio e chiamate a collaborare al progetto di Salvezza», ha evidenziato il carisma dei vecchi e le loro «necessità di essere accolti, assistiti e valorizzati».

Un fenomeno – efficacemente descritto dalla psicologa Vitina Ferrara - fatto di limitazioni fisiche “spesso vissute come condizioni di inferiorità, perdita di “ruoli” e amici e compagni di vita, rischi di depressione e “ribellione” e chiusura egocentrica in se stessi; ma anche saggezza ed esperienza e visione più illuminata della vita; «anziani cui tocca il compito di essere consapevoli delle difficoltà e qualità della propria condizione, di superare rimpianti e paura del decadimento, di scegliere i propri impegni, avvicinare gli altri e mettere a disposizione tempo, esperienza e competenze».

I dati Istat sui residenti – illustrati dalla responsabile dei Servizi sociali del Comune, Pinella Di Pietro - parlano chiaro e spiegano tanto. Erano 7.386 gli anziani a Misterbianco ad inizio 2017, il 15% della popolazione. Dall’universo dello stato civile, cifre esplicite: dagli anni ’90, indici di natalità in diminuzione (11%), indice di vecchiaia oggi di 84 anziani su 100 giovani, aumento dell’età media (oltre 38 anni); e tra single, vedovi, separati o divorziati, un gran numero di persone rimaste in solitudine, con la fragilità dell’isolamento e della passività. Una società civile considera gli anziani una “risorsa” e non un “peso”. E le istituzioni devono saper capire, programmare e intervenire adeguatamente. Dall’Ente locale, gli interventi per l’invecchiamento attivo (anche con attività ricreative e sportive), sui versanti socio-lavorativo e dei Centri di incontro (5 oggi quelli comunali); altri interventi dall’Azienda sanitaria. Ma le proposte unilaterali spesso non funzionano; occorre rivedere l’organizzazione territoriale dei servizi e passare dal “Welfare State”, con lo Stato che pensa e provvede autonomamente, alla “Welfare Society”, uno Stato sociale fatto dalla stessa società aggregata e organizzata. Con gli anziani protagonisti attivi e consapevoli a riappropriarsi del proprio destino e ruolo e delle proprie esigenze, con la maturazione e attivazione di idee non calate dall’alto. Con la loro voglia di stare assieme, relazionarsi, discutere, aiutarsi. Una motivata “svolta” possibile che il convegno di Misterbianco ha voluto concretamente stimolare.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
25/03/2018

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