"Di nuovo mille tonnellate di rifiuti al giorno a Valanghe d'inverno". La rabbia per la "danza dei rifiuti"

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Discarica TiritìMentre in Regione è “guerra” interna sui rifiuti (l’assessore Vania Contrafatto chiede le dimissioni del direttore generale Maurizio Pirillo), torna incandescente il clima dopo l’ordinanza con cui il Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti - in nome della perenne “emergenza” e in mancanza di un Piano e di impianti – dispone l’abbancamento a Valanghe d’Inverno di 300 tonnellate di rifiuti al giorno dalla provincia di Palermo, che diventano mille – con quelli di Trapani, Gela e Ragusa - per evitare la saturazione non solo degli impianti di Bellolampo (privi di una settima vasca) ma anche della Sicula Trasporti a Lentini dopo la chiusura della Cisma di Melilli.

Immaginabili le virulente reazioni delle comunità di Misterbianco e Motta S. Anastasia, destinate ancora per chissà quanto a subire l’attività delle discariche a due passi. Compresa quella dismessa di Tiritì (coi suoi biogas) la cui necessaria “bonifica” solennemente preannunciata da Crocetta appare al momento una “favola” senza riscontri reali.

Sulla megadiscarica di Valanghe d’inverno, sembrava vicina l’auspicata “svolta”: da dicembre scorso a Motta non vengono più conferiti rifiuti umidi e fetidi; e la Regione aveva anche disposto l’invio della frazione secca alla Sicula Trasporti. Ma la recente “sospensiva” del Tar, su istanza cautelare dell’Oikos, aveva raggelato tutti: secondo i giudici amministrativi, “nessun pericolo evidenziato di danno ambientale o alla salute”, anzi “pregiudizi gravi e irreparabili per l’azienda” nel caso di chiusura degli impianti, con il pericolo occupazionale di “licenziamenti del personale”. Si è così capito che questa discarica ben difficilmente potrà chiudere almeno in tempi brevi. E il governatore Crocetta ritorna pesantemente sotto accusa.

Furibondo il sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo: «Siamo all’inverosimile, il presidente Crocetta smentisce se stesso. E’ venuto a Misterbianco promettendo la chiusura della discarica illegittima di Valanghe d’Inverno, e invece i rifiuti continuano a girare da una parte all’altra della Sicilia come una trottola, dopo esserci stato assicurato di portarli all’estero. Benchè siano già “trattati”, non disponendo l’Oikos del sistema di tritovagliatura, si tratta pur sempre di rifiuti considerevoli e con un ennesimo aumento dei costi». «Misterbianco e Motta che da trent’anni subiscono il dramma ambientale – continua Di Guardo – ora pagano anche il prezzo di questa inconcludenza e incapacità di gestire il sistema rifiuti. La mancanza di una politica seria induce Crocetta a contraddirsi in continuazione. Facciamo di nuovo appello al Ministro dell’Ambiente, che a Misterbianco ci aveva promesso il suo interessamento; e assumeremo tutte le iniziative necessarie affinchè venga posta la parola fine a questa scandalosa vicenda. Il presidente Crocetta ci lascerà il peggiore ricordo del suo fallimento nella gestione dei rifiuti in Sicilia».

Indignati e furiosi anche i Comitati No discarica di Misterbianco e Motta, impegnati da anni in questa “battaglia della vita”: «E’ inesprimibile – ci scrivono - lo sdegno delle popolazioni sull’interminabile scandalo della gestione dei rifiuti in Sicilia. Illegalità, corruzioni, fetori insopportabili, distanze ravvicinate dagli abitati, inquinamento accertato, dichiarazioni contraddette; ancora continua la vita delle discariche di Motta S. Anastasia, con l’ulteriore arrivo di centinaia di tonnellate al giorno di rifiuti da altre province». Un’ulteriore beffa insopportabile per circa 70mila abitanti: «I Comitati non si stancano e anzi alzano il tiro – conclude il comunicato – e dopo gli innumerevoli esposti, premono sulla magistratura per una indispensabile accelerazione, visti i fatti; riattivano il canale con la Commissione Europea e investono la nuova Prefetta di Catania della sua responsabilità sull’ordine pubblico e la salute dei cittadini».

Esasperati i cittadini, che commentano con rabbia e amaro sarcasmo la “danza” e i “giochi” dei rifiuti sulla propria pelle. «Avevamo ragione a voler verificare gli impegni assunti - dicono in tanti - volevamo "vedere il cammello", e ha i denti avariati, Crocetta se lo riporti a casa assieme alla munnizza».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
22/03/2017

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