Di Guardo: Ecco perché mi ricandido a sindaco

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Nino Di Guardo
La signora Caruso, sindaco di Misterbianco, ha il diritto di difendere l'operato della sua amministrazione ma non può rivendicare meriti che non sono suoi e rivolgermi insulti gratuiti e personali come ha fatto nella lettera pubblicata su questo giornale il 13 u.s., a pag. 39. Agli insulti non intendo replicare, voglio solo precisare che durante il mio mandato di sindaco ho sempre gestito con oculatezza il pubblico denaro e che il costo per i "fili diretti" in televisione non è mai stato a carico del Comune, come falsamente sostiene la signora Caruso, bensì pagato con i soldi miei e dei miei assessori.

Nino Di Guardo
La Sicilia
21/08/2011

E ora, procediamo con ordine. La quasi totalità delle opere pubbliche, di cui il sindaco mena vanto, hanno visto la luce solo perché la mia amministrazione ne aveva curato in precedenza i progetti e ottenuto i finanziamenti. I centri polifunzionali di Lineri, Belsito e Serra, il laboratorio di città della zona Toscano, la via Nicolosoto sono tutte opere inserite nel progetto europeo "Urban 2" che Misterbianco, unico Comune in Sicilia, si è aggiudicato nel 2000, ben due anni prima che la Giunta Caruso si insediasse. La riqualificazione di corso Carlo Marx e la ristrutturazione dello Stabilimento di Monaco sono state finanziate nel 2001 grazie alla partecipazione della mia amministrazione al Bando del Por Sicilia 2000-2006 (PIT 35 - Catania). E porta la mia firma la richiesta alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di vincolare lo Stabilimento di Monaco a immobile di rilevanza artistica e storica.

Il campo sportivo di via San Rocco Vecchio era già stato realizzato durante il mio mandato; mancavano solo la tribuna e le torri faro. Ebbene, per queste due opere la Giunta Caruso è riuscita a perdere, per assoluta incapacità, un contributo regionale di un milione di euro e ha dovuto, quindi, indebitare il Comune con un mutuo di pari importo.
Il sindaco sostiene che "i risultati della sua amministrazione sono sotto gli occhi di tutti". Se di questi risultati vogliamo occuparci, allora, rubando il verso del Sommo Poeta, … parlar e lagrimar vedrai insieme. Cominciamo dalla sciagurata gestione del servizio di nettezza urbana, che ha fatto vertiginosamente aumentare l'importo delle bollette.

Nel 2001, sotto la mia amministrazione, il costo annuo del servizio, effettuato con l'impiego di 40 operai, ammontava a 2.700.000 euro e la raccolta differenziata raggiungeva il 20% mentre, oggi, il costo si è più che triplicato (otto milioni), la raccolta differenziata non supera il 10% e gli addetti si sono raddoppiati. So bene che la gestione è passata all'Ato, ma è inconfutabile che tale ente opera sotto il controllo e l'approvazione dei sindaci.
Che giudizio merita un'amministrazione che abolisce i servizi alle persone (trasporto urbano, asilo nido, assistenza domiciliare agli anziani); che abbandona la nuova villa di Poggio Croce, gli spazi verdi e i parchi gioco per i bambini; che cancella le manifestazioni culturali e di richiamo turistico che avevano reso famoso il nostro Comune: il Carnevale, Sonica, la Fiera di Maggio; che lascia morire la squadra di calcio cittadina che aveva valorosamente conquistato la serie D; che non si cura del grave declino della zona commerciale; che rimane impotente di fronte al caotico traffico cittadino; che chiude perfino i gabinetti pubblici; che non riesce a ripristinare la viabilità sulla strada comunale per San Giovanni Galermo, da anni interrotta da una frana, lasciando il paese diviso a metà? E ancora, dov'è finito il Piano regolatore i cui vincoli sono, da tempo, scaduti?
E come mai il Comune, pur avendo ereditato un avanzo di amministrazione di ben 13 miliardi di vecchie lire, si trova oggi sull'orlo del dissesto finanziario? E perché, per ben due anni, è stato sforato il patto di stabilità?

Infine - ci spieghi il sindaco - perché, se non ci sono le risorse per garantire i servizi ai cittadini, ha aumentato del 30% la propria indennità e quella di tutti gli amministratori e perché ha sperperato cospicue somme di denaro pubblico per l'inutile lusso di nominare un direttore generale.
Un vero fallimento su tutti i fronti. Un disastro politico e amministrativo che ha messo in ginocchio l'intera comunità. Sono questi gli amari frutti di dieci anni di amministrazione Caruso. Da qui sale il grido di dolore dei tanti cittadini che non si rassegnano a cotanto abbandono e che vogliono riprendersi in mano le sorti della propria città. Per questo mi candido, ancora una volta, a sindaco. Un atto d'amore e di gratitudine verso il mio Paese. Nel '93, con l'impegno di tutti, Misterbianco è uscita dal baratro. La prossima primavera, tutti assieme, possiamo ripetere quell'impresa.

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