A Colazione col maestro Milluzzo. In Galleria.

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Anche la Galleria L'Arte Club di Catania dopo la Galleria Civica Pippo Giuffrida di Misterbianco propone una interessantissima antologica di Sebastiano Milluzzo figura centrale del Novecento artistico non solo nella sua Catania.

“Una quercia
piantata al di qua del faro, al di là di ogni espressione di vuota e
intenzionale retorica”. E’ l’intensa lettura che Santo Calì propose della
figura di Sebastiano Milluzzo nel secondo numero della rivista “Sicilia
Arte”, diretta dallo stesso Milluzzo. L’eclettico rappresentante di una
generazione senza eguali, l’ottantasettenne artista che non si stanca mai di
elargire testimonianze altissime di una stagione creativa ancora vivida ed
inesausta, ha inaugurato con una significativa antologica le “Colazioni in
Galleria” di quest’anno, ovvero gli incontri domenicali con gli artisti
presso “L’Arte Club” pensati da Giuseppe Frazzetto, critico e storico
dell’arte e dal gallerista Franco Cappadonna. La cifra stilistica di Milluzzo
si muove, in modo magnificamente irregolare, tra ecclettismo e nomadismo “ma -
aggiunge lo stesso artista - appare sempre guidata dalla libertà e sostenuta
dal mio particolare stato d’animo”. Nel corso di una piacevolissimo
colloquio in galleria lo stesso Milluzzo ha puntualizzato il legame nei
confronti di alcuni maestri: “Picasso – ha ribadito - è stato un artista di
riferimento perché ha accresciuto e fortificato quella libertà d’espressione
che prima era sostanzialmente legata al gusto e al giudizio dei critici”.
Insomma, una svolta cruciale: “Ci sono pittori - continua - che per tutta la
vita hanno dipinto lo stesso paesaggio o trattato lo stesso tema: io ho seguito
la mia libertà o in altri tempi quella che si sarebbe definita “la licenza
dei pazzi…” Una libertà che gli ha consentito di dare vita non solo
all’arte “povera” di molte delle sue prove scultoriche, attraverso
l’utilizzo di legni semplici, foderati con latta, zinco e chiodi - “un modo
per celebrare il cromatismo e nello stesso tempo salvaguardare quel manufatto
attraverso il recupero di una memoria materiale e quotidiana”, ma di
percorrere tutte le strade della sperimentazione e dell’avanguardia e che,
ancora oggi, si richiama ora a Picasso ora alla personale rivisitazione di
atmosfere cromatiche e di figurazioni care a Matisse. Sebastiano Milluzzo,
“L’Arte Club”, fino al 9 febbraio.

GiCo

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