Binomio vincente: Accademia di Belle Arti e restauro dei BB.CC. Una mostra

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L'Accademia di Belle Arti di Catania ed il restauro. Una mostra e la prima di una serie di monografie incentrate sul lavoro di docenti e allievi. Parla Enzo Indaco: senza peli sulla lingua.

“L’Accademia
di Belle Arti della nostra città è l’unica istituzione italiana di grado
universitario ad aver avviato da tempo tre corsi di restauro: ceramico,
pittorico e scultoreo”. Enzo Indaco, direttore dell’Accademia di Belle Arti
della città dell’elefante, si esprime così a proposito del primo di una
lunga serie di progetti che hanno il sapore delle “proposte concrete” e che
si è condensato con la pubblicazione di una monografia - la prima – e
attraverso l’allestimento di una mostra sull’attività prodotta dagli
insegnanti dell’Accademia catanese del corso di restauro: dalle terracotte
maiolicate ai vasi liberty; dalle statuette agli oli; dai dipinti su tavola; dai
mobili della tradizione siciliana ai portali di palazzi nobiliari fino ai
monumenti funerari sparpagliati nei cimiteri non solo della provincia etnea.
Ovviamente queste vanno lette alla luce di altre attività a largo raggio che
vedono tra l’altro l’Accademia di Belle Arti di Catania impegnata – grazie
alla convenzione col comune etneo – nel rilievo, nella catalogazione e nella
formulazione di una proposta di restauro per i monumenti di inizio secolo del
Cimitero cittadino. La tutela e la conservazione dei beni culturali trovano in
questo modo un interlocutore naturale proprio nell’Accademia di Belle Arti.
“Sarebbe auspicabile – sottolinea senza mezzi termini lo stesso Indaco nella
coloratissima pubblicazione che testimonia degli interventi di restauro – che
se ne accorgessero gli enti locali della Sicilia e gli organismi preposti alla
salvaguardia del patrimonio storico-artistico”. Sotto l’attenta direzione
dei docenti Antonina Foti (Restauro Ceramico), di Giacomo Platania (Restauro
Pittorico) e di Ivo Celeschi (Restauro Scultoreo), il catalogo in questione -
che testimonia una cinquantina di accuratissimi interventi - si aggiunge a
quello edito tre anni or sono dalla stessa Accademia e incentrato sui progetti
architettonici elaborati proprio dagli urbanisti dell’accademia. “La
politica del fare” dell’Accademia catanese – quella che giustamente
sottolinea Paolo Giansiracusa, docente di Storia dell’Arte – potrà essere
in grado di investire nell’ambito della salvaguardia specialisti del settore
piuttosto che “dilettanti e improvvisatori”, frutto, questi, della
negligente politica dei Musei Regionali, delle Gallerie e dei Musei Civici,
incapaci a favorire la nascita di istituzioni regionali impegnate nel campo del
restauro. Ecco di seguito, suddivisi in sezioni e sottosezioni gli allievi
impegnati. Restauro Ceramico: Scultura: Silvia Firrincelli,
Francesco Pannuzzo, Alessandro Iudici. Pittura:Valentina Fiscetta,
Alessandro Mantineo, Debora Sanfilippo. Scenografia: Amanda Merini,
Stefania Sacco, Rosalba Musumeci, Maria Messina, Graziella Russo. Decorazione:
Roberta Ferale. Restauro Pittorico. Decorazione: Ilenia Girella,
Paola Maffei, Graziella Russo, Maria Concetta Veneziano e Cristiana Tindara
Russo. Pittura: Maria Angela Leonti. Restauro Scultoreo. Scenografia:
Fabio Crisafulli e Andrea Zuffardi, Roberta Ferale, Silvana Alfonzetti, Marco
Basile. Decorazione: Amanda Marini, Laura Scalia e Maria Rita Giacca,
Maria Grazia Palazzolo, Carmen Battaglia, Paola Riso, Claudia Emanuele, Serena
Bianchi, Francesco Sorbello, Daniela Benvenuti, Luca Milazzo, Simona Filloramo,
Clara D’Amato, Elisa Spina, Daiana Islanda, Salvatore Santoddi.
Pittura: D. Calenduccia, L.R. Maricchiolo, M. Orlando, A. Rita,
Antonio Scuderi, Giuseppe Conte, Deborah Dimaiuta, Giuseppina Rubino, Monia Grifò,
Innis Silovio, Elia Maccarrone. Scultura: Massimiliano Di Benedetto,
Sonia Fazzina, Silvia Firrincieli, Giancarlo Giunta, Leonardo Luca, Morabito
Domenico, Simona Grasso. E ancora: Fabio Salafia, Rosalba Grassi, Nadia
Bellamonica, Veronica Di Bella, Maurizio Palano, Cundari Antonella.

GiCo

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