Sul NO

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Che dire è stato un NO altisonante, grande come una montagna, chi non vuole vederlo o nasconderselo se lo ritroverà comunque davanti, impetuoso e frangente e sicuramente irrefrenabile.
Un segnale forte e chiaro, inequivocabile, rivolto soprattutto a chi con la brutta scusa di voler modificare la Costituzione, in realtà voleva solo scotomizzare la sua inettitudine ed irresponsabilità nel fornire risposte politiche ad interventi sociali ed economici chiari ed improrogabili rispetto alle laceranti richieste di aiuto che la gente sta lanciando.
Certo i dati elettorali non sono sempre, tout court, dati incondizionati ed assoluti, ma ci forniscono comunque degli indicatori sullo stato di salute della nostra tanto blasonata repubblica democratica.
Un dato a nostro avviso, volendo dare corpo ai risultati della consultazione referendaria, è certo, si configura e si conferma a gran voce la necessità di una partecipazione sempre più attiva dei cittadini sui grandi temi della politica sociale, economica ed ambientale che li coinvolgono in prima persona.
Altro dato significativo, ma questo solo per chi ha voglia e volontà di volerlo vedere ed apprezzare senza bendarsi l’intelletto, è sicuramente l’ascesa inesorabile di un nuovo soggetto politico, il Movimento 5 stelle, che di fatto sta costringendo, visto i consensi che sta riscuotendo nelle piazze e non solo nelle urne, i tradizionali partiti politici a confrontarsi.
Movimento che sta catalizzando, nei vari settori della vita pubblica, un ribellismo antagonista galoppante a causa di un disagio sociale ed economico, che stando ai dati forniti da centri studi autorevoli e riconosciuti, prospettano una situazione a dir poco allarmistica se non catastrofica dell’attuale situazione sociale nel nostro paese. Alcuni dati diffusi in questi giorni dalla stampa istituzionale parlano di crescita della soglia di povertà di quasi il 30% della popolazione italiana, di un livello di disoccupazione tra i più alti dal dopoguerra, di un prelievo fiscale per le famiglie tra i più alti al mondo, un’assistenza sanitaria fortemente deficitaria etc...
In tali condizioni di malessere sociale la gente chiede il diritto alla parola, alla partecipazione, a vederci chiaro sulle ricchezze pubbliche e sulle spese sostenute dai governanti, e non vuole assolutamente che si tocchino i capisaldi della convivenza sociale, la carta costituzionale. Ne è prova una significativa partecipazione al voto referendario di domenica scorsa, esprimendo un NO cubitale al quesito referendario.
Un NO che nella nostra comunità, Misterbianco, ha avuto un effetto dirompente, plebiscitario, assoluto ed unico, l’81% dei votanti.
Ce ne fa ricordo un articolo apparso sul quotidiano “la Sicilia”, che abbraccia la causa per la chiusura della discarica “valanghe d’inverno” e del sindaco “quasi uscente” Nino Di Guardo.
Sottolinea l’autore dell’articolo, che l’effetto travolgente del voto negazionista e l’elevata affluenza sia in realtà una diatriba elettorale pre-elezioni amministrative.
Noi riteniamo che il voto plebiscitario dei cittadini di Misterbianco, e soprattutto quello ancora più significativo delle frazioni (Lineri, Belsito, Montepalma) sia una dichiarazione d’intenti univoca e corale per un “Grande NO” alle proroghe infinite, alla politica trasformista ed opportunista dei traditori, alla gestione amministrativa clientelare ed affaristica, agli inciuci sulla politica ambientale e sanitaria, alla formazione di liste pseudo civiche create ad arte dai vassalli che hanno perso i loro baroni.
Ancora un NO forte e chiaro verso chi calza “due scarpe per ogni piede”, a chi teme il confronto e la partecipazione dei cittadini alle spese e al bilancio comunale, a chi distoglie fondi dalle politiche sociali, a chi non rendiconta sui debiti contratti dall’amministrazione comunale, alla gestione a dir poco allegra ed inoculata dei fondi per le feste comandate e per gli eventi ricreativi a scarso impatto relazionale e sociale.
Un dato certo è emerso dalla consultazione referendaria di domenica scorsa, e sul quale si propone un sereno dibattito pubblico: la Comunità di Misterbianco rivuole a gran voce la sua dignità, il suo legittimo diritto di cittadinanza, la voglia, la volontà e l’orgoglio di camminare a testa alta e con le narici liberate dai miasmi della politica incompetente ed obsoleta.
Nonostante l’ostinazione di pochi, che ancora persistono nel “semi-bendarsi” gli occhi, dalle urne di domenica è nato uno “spettro che si aggira per Misterbianco”, la forza popolare del Movimento 5 stelle.
Ci sono i numeri per dimostrarlo, per i dubbiosi basta recarsi negli uffici elettorali del comune per visionarli.

Misterbianco
roccaforte 5 stelle
misterbianco5stelle.it

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Commenti

E' vero tutto quello qua

E' vero tutto quello qua riportato. Vorrei aggiungere ancora che i giovani sono veramente incacchiati di essere senza lavoro e se qualcuno è stato così fortunato da poterlo avere, dopo tre mesi, è stato costretto ad andare via perché sbattuto fuori dal suo "principale" grazie alla legge truffa dei governi che si sono succeduti, sullo sgravio fiscale. Molti giovani sono costretti ad allontanarsi dai loro cari (chi a Londra, Austria, Olanda) per poter sbarcare il lunario. In Sicilia l'illegalità è infiltrata in molti apparati istituzionali e governa assieme a molti politici compiacenti... non esiste giorno in cui non viene evidenziato dai giornali ciò che ho scritto. I soli privilegiati di questa società sono i  politici ovvero politicanticchi..., dai consiglieri comunali (soldi ad ogni suono di campanella per commissioni evanescenti e falsi impieghi) a quelli regionali premiati con lauti compensi. Il popolo ogni tanto si incavola ed esplode... questa volta scrivendo NO. La mia paura e la mia delusione è quella che tutto si risolverà in una bolla di sapone, "chioppi e scampau". Leggendo la storia della Sicilia non mi meraviglerei più di tanto... dalla dominazione di Bisanzio, passando per i vari Normanni, Svevi, Aragonesi, Francesi e Borboni fino ai Savoiardi ad ogni nuovo padrone un evviva e all'occorrenza un vaffantredici! E poi? Il sonno profondo. Adesso? Speriamo in 5S? Proviamo.

Enzo Messina

Essendo stato direttamente

Essendo stato direttamente chiamato in causa, in quanto collaboratore corrispondente del quotidiano "La Sicilia" da Misterbianco, non posso che intervenire per chiarire e precisare, nella speranza che serva e che sia recepito con obiettività, serenità d'animo e senza pregiudizi come personalmente io cerco di agire per mio stile di vita,

Premetto e ricordo anzitutto, a chi ha memoria corta e appare quanto meno annebbiato da pregiudizi, che in questi anni ho dimostrato personalmente coi fatti senza ombra di dubbio di non nutrire remore o preclusioni o avversioni di sorta verso il Movimento 5 Stelle e quello locale, comunque denominato nel tempo; di averne puntualmente e ampiamente seguito e descritto le vittorie locali nelle varie consultazioni elettorali susseguitesi ai vari livelli, di averne raggiunto e intervistato correttamente i portavoce misterbianchesi, dando loro spazio e voce già ben prima della collaborazione col quotidiano nell'aprile 2014, anche qui su "Misterbanco.com" (si vedano servizi e video) e sull'emittente televisiva "Sestarete"; di averli seguiti e commentati, pur secondo i ridotti spazi disponibili di volta in volta, sullo stesso quotidiano "La Sicilia", a suo tempo nell'occasione della storica prima visita di Di Maio a Misterbianco (ricordandogli che tanti militanti lo aspettavano da ore, e accompagnandolo a braccetto alla sede di via Giordano Bruno quando stava quasi per andar via perchè in ritardo) e recentemente nel "Tour" per il No che ha toccato i nostri mercatini di piazza Pertini, e in quest'ultimo caso sono stato l'unico (assieme forse a un solo cronista di altro comune) a riferire e presentare la visita stessa M5S a Misterbianco e provincia, mettendo immagini e video anche su Fb condivisi e apprezzati da vari militanti.

Insomma, proprio a nessuno è lecito in buona fede e onestà affermare o insinuare che proprio io tenga gli "occhi bendati" o la mente chiusa e voglia ignorare, sminuire, oscurare, contrastare il lavoro dei militanti e attivisti pentastellati del nostro territorio; proprio a nessuno. E tantomeno posso permettere a chicchessia di mettere in dubbio la mia onestà intellettuale e terzietà nello sforzo di descrivere la realtà territoriale che mi circonda, in cui vivo da 40 anni e che amo e cerco come pochissimi di promuovere nel bello e costruttivo che essa esprime, spesso purtroppo in mezzo a fraintendimenti o "veleni" che abbondano a dismisura, non poche volte offeso e insultato in pubblico e in privato da esagitati o faziosi. 

Sul mio breve articolo in questione, riportato anche qui l'indomani, che la "Roccaforte 5 Stelle" di Misterbianco mi contesta gratuitamente nel merito e nelle intenzioni, va fatta chiarezza perchè evidentemente lo si è voluto leggere appunto con occhi bendati e mente chiusa.  Nel testo si è posta l'attenzione sulla circostanza che si fosse arrivati oltre l'80 per cento dei NO al referendum in quelle due città come Misterbianco e Motta impegnate in prima fila contro le vicine discariche, il che è un fatto oggettivo; non si è certamente scritto nè voluto far capire che tale altissima percentuale di rigetto della riforma sia dovuta esclusivamente o prevalentemente agli attivisti della discarica. Secondo, sempre come fatto oggettivo e innegabile da chiunque, si è rilevato senza faziosità nè simpatie di parte ciò che dal "mare" di commenti prima, durante e dopo il referendum i "social" (facebook ad esempio ) testimoniavano ben chiaramente ed esplicitamente con i loro "Via Renzi, ora via Crocetta e via Di Guardo, tutti a casa") e cioè che alla base c'era un fortissimo disagio sociale e protesta e tutto quello che in questo stesso intervento della Roccaforte su questa pagina viene ora puntualizzato, rilevato e confermato nei confronti dei Governi, dell'establishment e della classe politica. Ed è un altro fatto. Che il 4 dicembre si sia votato a valanga No esclusivamente o soprattutto per difendere la Costituzione, credo proprio che nessuno onestamente o in buona fede possa affermarlo. Che poi il clamoroso +80 per cento di Misterbianco e Motta sia stato dovuto all'impegno di tanti appassionati attivisti, è fuor di dubbio. Ma non credo che il cronista avrebbe dovuto correttamente scrivere, come si pretenderebbe, che il merito sia da attribuire soprattutto e in modo determinante ad un Movimento così certamente impegnato ma non di sicuro da solo o quasi. Sarebbero inevitabilmente in molti, dalla destra alla sinistra a Gruppi, Movimenti e semplici cittadini, a sentirsi loro sì minimizzati e offesi. Parlatene e confrontatevi con gli altri movimenti, attivisti e cittadini. Questo fino a ieri sera ho anche cercato invano di far capire a un accanito militante che mi incalzava imperterrito e mi insultava via sms, messaggi che tengo conservati.

Il sottoscritto certamente abbraccia la causa contro la discarica, come mi sembra doveroso e tutti dovrebbero fare senza strumentalizzazioni di sorta (e qui ci trovo tantissimi militanti a lungo stranamente assenti o agnostici o disimpegnati); ma in quel pezzo non ho affatto "abbracciato la causa" della chiusura della discarica di Valanghe d'inverno come fatto determinante per l'80%. Nè tantomeno il sottoscritto "ha abbracciato" (come annebbiatamente si è voluto percepire tra le righe e si scrive ora nell'intervento della Roccaforte cui rispondo) la causa dell'attuale sindaco di Misterbianco. Toglietevelo dalla testa. E non credo sia il momento di accentuare ed esaltare i propri protagonismi e meriti esclusivi (o quasi) all'indomani di un voto che ha coinvolto e diviso il Paese e alla vigilia di un'importante e delicatissima fase politica.  Bando ai pregiudizi, si sappia leggere con onestà e serenità ed obiettività, senza che la mente e la penna siano accecate dal furore e rancore. Ho solo scritto che sul voto avevano inciso tanti fattori sociali (che non elenco, l'avete fatto già voi) e posizioni politiche, così come tutto il Vostro lungo e dettagliato intervento di una pagina dimostra e conferma ampiamente e innegabilmente.

Chi mi conosce bene e da tempo, non ha bisogno di precisazioni sul mio modo d'essere e di pormi, per chi invece non mi vuol conoscere, ogni parola magari è inutile, sarebbe tempo e fiato o scrittura sprecati, ma ci provo ugualmente, almeno verso i lettori fuori dalle parti, dagli schemi e dai pregiudizi. Il tempo poi è galantuomo, anche se magari tante volte rende giustizia in forte ritardo.

Ovviamente, confido negli amici di "Misterbianco.com" nella sollecita e integrale pubblicazione di questi miei sereni chiarimenti.

Un caro saluto a tutti

Roberto Fatuzzo

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