La discarica della discordia Motta S. A.

discaricaResta in primo piano la questione della discarica di contrada Tiritì, a Motta S. Anastasia. Dopo la conferenza stampa del sindaco, Angelo Giuffrida, che la scorsa settimana aveva manifestato la volontà della giunta comunale di adoperarsi per bonificare e delocalizzare il nuovo sito di contrada Valanghe d'Inverno, realizzato in ampliamento a quello di Tiritì, ora a intervenire è il presidente del circolo mottese di Rifiuti Zero Sicilia, Giovanni Carlo Amato.

«La nostra posizione - afferma Amato - è che il "no discarica" da parte del sindaco o dei Comitati civici è "conditio sine qua non". Ma a ciò deve assommarsi una soluzione che elimini alla radice il problema rifiuti, ovvero l'adozione, fin da subito, di un piano rifiuti che faccia a meno delle discariche. Per farlo bisogna adottare la legge regionale 9/2010, tenendo conto dell'articolo 17 comma 3 - come indicato da sindaco e Comitati - in relazione alle distanze minime dei siti dai centri abitati».

«Ma già l'articolo 1 della stessa legge - continua Amato - prevede la prevenzione nella produzione di rifiuti, la riduzione degli imballaggi e l'adozione di forme di incentivazione, l'informazione, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, la promozione della raccolta differenziata».

Per Amato il sito di Motta va «chiuso e riqualificato», ma a ciò deve coniugarsi «un piano dei rifiuti sostenibile, che faccia a meno della discarica e serva da modello per le altre pubbliche amministrazioni».
E un dibattito sulla questione è aperto sul gruppo Facebook «Cittadinanza Attiva Sportello Rifiuti Zero Mottese».

Giorgio Cicciarella
La Sicilia
03/01/2014

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