La conferenza stampa del giorno dopo: "lo scetticismo è giustificato"

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Conferenza Stampa Misterbianco«Ormai c’è uno scetticismo strutturato»: questo l’esordio di ieri nella sala Giunta del Comune di Misterbianco, all’indomani dell’incontro a Catania del Comitato No discarica (affiancato dal sindaco Di Guardo) con il presidente della Regione Musumeci e il dirigente regionale Cocina.

Una diffidenza comprensibile - dopo lunghi anni di disillusioni e amarezze sul fronte dei rifiuti – che solo i fatti potranno far superare. E il primo cittadino, nella conferenza stampa subito convocata, non esita a dichiararsi «deluso e sgomento nel sentire che mentre prima si parlava di chiudere le Srr, strumenti risultati inconcludenti, ora si mantengono; si decideva di conferire una parte dei rifiuti all’estero, e ora tale ipotesi viene esclusa; si volevano creare strutture per la parte non differenziabile, ed ora invece si assegna ai Comuni l’onere di provvedere; esaurite le vecchie discariche, non se ne vedono di nuove per smaltire i rifiuti; della bonifica della dismessa discarica di Tiritì sentiamo che debba occuparsi la Regione, a carico dei cittadini, quando ci sono 40 milioni di euro accantonati presso il gestore; e c’è perfino un contenzioso per un indennizzo milionario richiesto dall’Oikos per i mesi di forzata inattività, quasi si gestisse un prezioso giacimento. Noi abbiamo intrapreso ricorsi al Tar, denunce alla Procura e al presidente della Regione, esponendo molteplici illegittimità, e ci opponiamo a qualsiasi autorizzazione per l’impianto di Valanghe d’inverno, privo di biostabilizzazione e distante solo 600 metri dal nostro comune. Ci occorrono fatti concreti, vogliamo giustizia, e la Regione deve porre fine a questa situazione incredibile». E una serie di documenti a supporto della “ricostruzione” del vulcanico sindaco, che attribuisce alla Regione «confusione e mancanza di coerenza e concretezza».

«Non dovrebbero esserci nuove autorizzazioni Aia per i privati, ma tra le 4 discariche “da chiudere entro dicembre” quella di Motta non c’è», dice Josè Calabrò del Comitato, che rivendica «la sinergia sul territorio di combattività e competenza», con copiosissimi dossier tecnici e legali e numerose iniziative da 8 anni ad oggi; ma in attesa della «vera bonifica della scandalosa pattumiera e bomba ecologica di Tiritì», segnala «gli smisurati ampliamenti in atto (documentati) delle vasche di Valanghe d’inverno». Ma fa presente che Musumeci le ha chiesto una "nota" e intende ascoltare i due sindaci e due rappresentanti (da Misterbianco e Motta) del Comitato, prima della Conferenza dei servizi del 18 prossimo.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
09/09/2018

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