Una Teologia a servizio della società

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L'Istituto Teologico S. Paolo di Catania inaugura il suo Anno accademico in nome della Pace. Intervista a Padre Gaetano Zito, preside della facoltà.

CATANIA (gico).
E’ stata la solenne Liturgia della Pace a vivificare la celebrazione
eucaristica di monsignor Paolo Romeo, Nunzio Apostolico in Italia nella chiesa
di S. Maria degli Apostoli gremita di fedeli e di autorità ecclesiastiche: una
scelta forte e non fortuita, compiuta in un momento epocale, in cui i
conflitti si sostituiscono alla riconciliazione, lo scontro delle civiltà alla
comprensione. E’ nella cornice di questa sacra funzione che lo Studio
Teologico S. Paolo ha solennemente inaugurato l’Anno Accademico 2001/02. E’
stato il preside Padre Gaetano Zito, ad illustrare gli impegni dello studio.
“A livello di collegio dei docenti – spiega padre Zito - abbiamo già
avviato una riflessione sulla “spiritualità del Vaticano II” 
- questione che non a caso è stata al centro della dotta prolusione
accademica di Peter Hunermann, docente della Facoltà di Teologia Cattolica
dell’Università di Tubingen. “E’un interrogativo – continua padre Zito
- che ci obbliga a rileggere l’esperienza del Concilio per comprendere in che
misura e in che forma questa spiritualità ha determinato il cammino della
chiesa in questi ultimi quattro decenni”. Tra le righe, si legge il bisogno
del mondo cristiano di un seppur provvisorio bilancio del lungo pontificato
“polacco” che ha marcato l’ultima parte del secolo ed ha “aperto” la
chiesa al nuovo millennio. Inoltre lo Studio Teologico dedicherà grande spazio
alle iniziative rivolte all’esterno a partire già dal prossimo novembre
quando, in collaborazione con il Dipartimento Interdisciplinare di Studi Europei
e la Società Dante Alighieri, si terrà il seminario dedicato alla valutazione
critica del convegno “Il Cristo siciliano” con due presenza assai
prestigiose: Marziano Guglieminetti e Jean Pierre Jossua. Ennesima tappa di
questa apertura è costituita dall’avvio di un percorso insieme alla Facoltà
di Lettere e Filosofia dell’ateneo cittadino che dovrebbe condensarsi, nel
2003, in un convegno comune sulla Bibbia “Libro di tutti”, una
interpretazione della parola biblica attraverso la letteratura, la filosofa, la
teologia: una sorta di confronto di linguaggi sul “libro dei libri”.

Ma al centro
dell’attività dello Studio troveranno posto anche tematiche -magia,
superstizione e Cristianesimo - che interpellano non solo il vissuto ecclesiale
e che richiedono da un lato il confronto con la cultura, dall’altro
l’esigenza di una mediazione tra fede e sapere al di là delle singole
appartenenze.

Quest'anno lo studio vanta pure un picco di
iscritti: 250 (79 neo immatricolati) che per il S. Paolo
costituiscono un record. La stragrande maggioranza (lusinghiera la rappresentanza di
mamme e di giovani pensionati) è costituita da laici: il che la dice lunga
sull’esigenza di approfondimento delle tematiche della fede. Caso emblematico
quello di un promotore finanziario che ha sentito il bisogno di accostarsi ai
valori dell’etica. Cospicuo è pure il numero di alunni provenienti dalla
Romania, dall’Africa, dall’Asia, dall’America Latina: “Sono proprio loro 
- sottolinea padre Zito - che ci assicurano un confronto con esperienze
religiose e culturali straordinarie e “diverse”, testimoniate, per esempio
da un alunno guatemalteco di etnia india. Ma le radici dello Studio S. Paolo
sono forti anche in città e nelle sei diocesi; il dialogo con il mondo
universitario non è infatti mai venuto meno, si è anzi consolidato confluendo
in molteplici iniziative di altissimo spessore culturale: su tutte
l’esperienza della rivista “Synapsis”. Alla fine di novembre partirà pure
un corso di Operatore di Pastorale Sanitaria per venire incontro alle richieste
etiche e relazionali da parte del mondo del volontariato: un altro modo per lo
Studio Teologico S. Paolo di coniugare necessità della riflessione ai concreti
bisogni del territorio.

Giuseppe
Condorelli

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