Sutta ‘a Vara di Sant’Antoni c’è un mondo intero! Da lì si vede la devozione d’una comunità, da lì si scorge l’impeto d’un popolo, da lì si riconosce il senso d’un’umanità in cammino. Sutta ‘a Vara di Sant’Antoni c’è “l’uomo più uomo”, con i suoi bisogni, le necessità, i desideri, le aspirazioni, i sogni, ma anche con le sue fragilità, i sacrifici, le sconfitte.
La Vara è un vincolo, una rete, una metafora, che lega le persone, che non li fa sentire soli in un mondo sempre più distratto e indifferente a guardare negli occhi del fratello e nel vivere quotidiano. La Vara è un rostro, un’ancora, un artiglio che incide nel cuore di chi crede e scende in profondità, oltre i sentieri conosciuti, oltre il conformismo e il perbenismo. La Vara è una bandiera, un veicolo, una nave, che solca i “mari più belli”, puri, incontaminati, e insegna a tutti un nuovo senso di appartenenza, di fratellanza. La Vara è un simbolo che combatte l’egoismo, l’ipocrisia, il “quieto vivere” e dà identità e socialità.
Ma sutta ‘a Vara si cela anche la solitudine dell’uomo, l’incapacità di costruire relazioni durature, sincere, fondate sul rispetto, sull’attenzione e sull’accettazione dell’altro, ma anche sul “fare silenzio”, ascoltarsi, conoscersi in profondità, amarsi, capirsi, e poi costruire percorsi e camminamenti più veri, più giusti, più liberi. Sutta ‘a Vara c’è tutto il “deserto di Antonio”, il suo bisogno di allontanarsi dal mondo, estraniarsi quasi, per capirlo meglio, guardare il mondo in lontananza per entrare in “contatto”, in “intimità” con sé stessi, con il prossimo e con Dio, cioè essere “Integrato” con sé stesso, con gli altri e con il mondo intero. Sutta ‘a Vara c’è la speranza, la forza che spinge tutti, con impegno, con dedizione con perseveranza ad essere, ad esserci ed a fare di più. La speranza del lavoro, della pace, della sicurezza, della legalità, dell’educazione, della solidarietà.
Quante cose ci sono sutta ‘a Vara di Sant’Antoni! C’è soprattutto il legame fraterno, fiato a fiato, sudore a sudore, tra i fedeli, i devoti, perché senza la presenza, la partecipazione, la fatica di tutti la Vara non si muove d’un millimetro, così come senza le relazioni sinceri, leali, “alla pari”, la nostra vita non ha senso. Sutta ‘a Vara ci sono i giovani, “promessa del presente”, “che devono impegnarsi per realizzare i loro sogni nell’oggi”, in questa avara e amara terra di Sicilia, come c’ha ricordato l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, durante l’omelia del pontificale di lunedì mattina, in Chiesa Madre. ‘A Vara di Sant’Antonio Abate è, soprattutto, casa per tutti noi misterbianchesi, per chi è credente e per chi non lo è, per chi è devoto e per chi non lo è, per chi ha sbagliato, per chi chiede perdono, per chi ama, per chi spera, per chi sogna, per chi prega. ‘A Vara di Sant’Antoni è casa. Non dimentichiamolo!



























