Sull'assurdità

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Totem

I confini dell’incomprensibile, dell’irrazionalità e della maldicenza hanno prevaricato le linea della ragione e del buon senso.

Nessuno tocchi Caino eppure Caino non sa tacere, festeggiando simbologie ataviche e ritualismi primitivi ed arcaici senza trovare alcuna limitazione al suo espletarsi.

Stiamo parlando, le circostanze lo impongono, della festa del patrono di Misterbianco e della morte violenta di una nostra concittadina, barbaramente trucidata da un giovane ingegnere.

La festa, tra fuochi pirotecnici, bande musicali e simulacri circolanti, continua imperterrita, ad oltranza, nonostante lo svolgersi in simultanea dei funerali della sventurata donna.

Né un accenno dalle autorità istituzionali ed ecclesiastiche viene dato rispetto all’evento delittuoso, nessuna considerazione, non interpretando la diffusa sensibilità collettiva dei cittadini scossi dall’evento drammatico.

Tali festeggiamenti, ormai giunti all’epigono della loro assurdità, confermano in tale circostanza, la loro reale natura e sostanzialità, riflettendo a pieno il vecchio detto latino: “panem et circenses” che tradotto nella nostra lingua parlata sta per “mangiamenti e divittimenti”.

Non possiamo, in tale circostanza, non provare un diffuso senso di stizza e di riluttanza verso coloro che pur di mantenere, i seppur precari equilibri di potere personale e di casta, si dimostrano disposti a calpestare qualsiasi forma di dignità pubblica e privata.

Riteniamo intollerabile, ingiustificabile ed estremamente irrispettoso che non si sia fermata la festa e tanto meno non sia stato dato alcun cenno o momento di raccoglimento per onorare la vittima durante tale manifestazione religiosa.

BASTA, BASTA, BASTA !!!

Che tali ritualità tribali non abbiano più, nel prossimo futuro, possibilità di essere espresse nella società civile e tantomeno utilizzando i soldi provenienti dalle casse dell’amministrazione pubblica.

Che ognuno onori e santifichi il proprio idolo nei suoi spazi privati e domestici, senza avvalersi della presuntuosità e della prevaricazione di imporre agli altri il suo misero mondo fatto di totem e di obsoleti simulacri.

Pasquale Musarra

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