Sulla sicurezza a Misterbianco

SicurezzaIn questi giorni d’estate, a Misterbianco, sembra quasi d’assistere alla trama del film “Il nome della rosa”: una serie di misteriosi omicidi di monaci che vengono “risolti maldestramente” con l’arriva della delegazione del Sant’Uffizio, dal tristo inquisitore Bernardo Gui, che con il ritrovamento dentro il monastero d’una gallina, una ragazza e due monaci dolcini, pensa di aver trovato la soluzione del tremendo mistero. Manco per niente! E così a Misterbianco, quattro controlli in piazza, la presenza dei vigili urbani e delle forze dell’ordine nelle ore pomeridiane, e si pensa di ritornare alla normalità. Purtroppo non basta!

Oltre alla necessaria azione ispettiva e repressiva degli organi predisposti dello Stato, occorre un’attenta e costante azione educativa e preventiva, una necessaria azione formativa delle giovani generazioni. Ci vogliono le famiglie, le scuole, le parrocchie, le associazioni, i sindacati, i media, i Comuni. Ci vuole una rete sociale d’attenzione e d’informazione. Ci vuole la politica, che deve avere una funzione educativa, propositiva, deve indicare percorsi formativi soprattutto per i giovani. La politica deve svolgere un ruolo insostituibile di guida, deve indicare strategie di prevenzione, deve incidere sulla comunità. E sulla questione della sicurezza in città non ci possono essere contrapposizioni tra i partiti, ma collaborazione e capacità propositiva e operativa di tutti i soggetti coinvolti. Questo è il compito della politica: osservare, conoscere, analizzare e agire. Noi vogliamo formulare alcune proposte che sottoponiamo a tutta la città e agli organi competenti.

1. Non può esistere una piazza divisa, che svolge due diverse funzioni sociali: Piazza Dante deve tornare ad essere interamente Parco Gioco, occorre eliminare il gazebo e ridefinire l’area est della piazza, inglobandola nel Parco Gioco (con orari di apertura e chiusura ben definiti e rispettati);
2. Ripristino della segnaletica stradale orizzontale e verticale;
3. Ripristino dei paletti negli angoli e negli spazi critici delle strade;
4. Individuare appositi posteggi per le moto e i mezzi a due ruote (come le auto, anche le motociclette vanno posteggiate negli appositi stalli);
5. Chiusura al pubblico dei bar e dei chioschi alle ore 24.00 (ogni sera);
6. Presidio costante e permanente delle Forze dell’Ordine, nei punti critici della città (coinvolgimento della Questura e della Prefettura di Catania);
7. Costituire il “Vigile di Prossimità”, assegnato in servizio in maniera permanete al controllo continuo di un singolo quartiere;
8. Costituire un “Tavolo permanente” con la partecipazione attiva di tutti i soggetti che fanno richiesta per affrontare la questione della sicurezza e dell’educazione;
9. Attenzione costante dei mezzi di informazione locale;
10. Proporre progetti educativi di concerto con gli istituti comprensivi locali e gli assessorati alla Cultura e ai Servizi Sociali comunali;
11. Ognuno deve fare il proprio dovere. “Se ognuno fa qualcosa si può fare molto” (don Pino Puglisi). La sicurezza è una questione morale, è innanzitutto uno “stato di grazia” per tutti e riservato a tutti.

Angelo Battiato

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