Sui rifiuti, Di Guardo fiducioso: "La Regione comincia a capire"

Versione stampabileVersione stampabile

Nino Di GuardoQualcosa si muove, e si fa sul serio, a quanto pare, se parte davvero il maxi-bando internazionale della Regione per smaltire altrove, in Italia o all’estero (Francia, Tunisia, Marocco) le prime 180mila tonnellate di rifiuti siciliani in 3 mesi, e se vanno in porto gli “avvisi” sulla disponibilità di impianti autorizzati e i discussi termovalorizzatori. Meglio che niente, meglio tardi che mai. Anche se tutto appare obiettivamente complicato a farsi.

A Misterbianco, soddisfatto e fiducioso il sindaco Nino Di Guardo: «Mi pare che Crocetta abbia capito, e finalmente stia cominciando ad operare nelle direzioni giuste, che sono peraltro quelle che da tempo gli abbiamo indicato per risolvere il drammatico problema dei rifiuti in Sicilia e nella nostra area in particolare. Credo che il ministro dell’Ambiente Galletti, che assieme al collega di Motta Carrà avevamo incontrato il 27 ottobre scorso a Roma, abbia in concreto esercitato sulla Regione le autorevoli pressioni che l’avevamo invitato ad attivare, perché si dia una svolta alla situazione fallimentare fin qui registratasi».

«Qualche effetto dell’incontro romano – secondo Di Guardo - comincia a vedersi. La strada obbligata nell’immediato è quella di portare gli esorbitanti rifiuti all’estero, o altrove in Italia dove li possano accogliere e lavorare, fino a quando non avremo nel frattempo i necessari impianti in Sicilia. Dopo 4 anni di stasi, non si poteva continuare a vivere nell’emergenza, che in quanto tale dev’essere provvisoria e non perenne. E’ un fatto che salutiamo con soddisfazione, come un punto fondamentale. Allo stesso modo, ci aspettiamo che il ministro convinca la Regione a rispettare già da subito l’altro impegno, di conferire alla discarica di Valanghe d’inverno solo la frazione secca dei rifiuti, e non più l’umido in fermentazione e fetido come ora in assenza del pretrattamento di legge. Poi, attendiamo la più sollecita bonifica della discarica chiusa di Tiritì, da cui la cancrena della puzza e dei biogas arriva ai nostri abitanti esasperati. Sembra insomma profilarsi una linea di condotta nuova della Regione, con fatti concreti. E soprattutto ci auguriamo che tutto questo avvii finalmente davvero il processo di chiusura definitiva in tempi rapidi della discarica. I Comuni moltiplichino la raccolta differenziata, come stiamo facendo noi, diminuendo la spazzatura in discarica; si facciano presto i nuovi impianti necessari, in condizioni di sicurezza e lontani dai centri abitati, e si risolva il problema della salute, dell’ambiente e della dignità del nostro territorio fin qui mortificato da oltre 30 anni. Bando alla diffidenza ed agli scetticismi, vogliamo essere fiduciosi e lavorare per creare speranza».

Roberto Fatuzzo
lasicilia.it
05/11/2016

tags: