Sentenza della Corte Costituzionale: La TIA è una tassa non una tariffa

Versione stampabileVersione stampabile

Frazioni in movimento
"Con sentenza n. 238 del 24 luglio 2009 la Corte Costituzionale ha messo la parola fine al problema dell’Iva sulle bollette TIA stabilendo finalmente che si tratta di una tassa e non di una tariffa e che la competenza è delle Commissioni tributarie escludendo di fatto la competenza dinnanzi il Giudice di Patti. Con questa sentenza si ha la certezza giuridica che l’IVA non è assolutamente dovuta sulle bollette. A questo punto occorre restituire l’Iva agli utenti".


A comunicarlo il Presidente dell’Associazione Consumatori Siciliani, Nicola Calabria. Questa sentenza inciderà sulle bollette TIA finora emesse dall’ATO 1 e dall’ATO2, ma anche da altri ATO in Sicilia. "La Corte Costituzionale non ha fatto altro" ha dichiarato Nicola Calabria "che stabilire un principio che tutti sapevamo ovvero che la TIA è una tassa e non una tariffa. Adesso ci auguriamo che i vari ATO ne prendano atto e detraggano l’IVA dalle fatture, onde evitare il contenzioso per il rimborso". "Comunque resteremo vigili a che non ci siano dei colpi di mano" conclude Calabria "sui risultati ottenuti finora a tutti i livelli giurisdizionali, affinché a qualcuno non venga in mente di beffare i cittadini".

Emerge chiaramente dal raffronto tra la TARSU di ieri e la TIA di oggi l’esistenza di forti analogie tra i due pagamenti: la natura autoritativa (l’obbligo di pagamento non è legato alla effettiva fruizione del servizio di smaltimento, ma all’utilizzazione di superfici potenzialmente idonee a produrre rifiuti), la natura non sinallagmatica (la legge non attribuisce alcun rilievo alla volontà delle parti nel rapporto tra gestore e utente del servizio), i criteri di commisurazione (che sia per la TARSU che per la TIA sono calcolati con riferimento alla potenziale produzione di rifiuti), la funzione di coprire i costi di smaltimento non solo dei rifiuti ‘interni’ (producibili dal singolo soggetto passivo), ma anche di quelli ‘esterni’ (rifiuti di qualunque tipo o provenienza che si trovino su strade e aree pubbliche), l’estraneità di ambedue i tributi all’ambito di applicazione dell’IVA (conseguente alla inesistenza di un nesso diretto tra il servizio e l’entità del prelievo, nel quale è incluso anche il costo di smaltimento dei rifiuti ‘esterni’). Logico corollario è che le controversie riguardanti la TIA debbano essere attribuite alla cognizione delle Commissioni Tributarie.
Appare utile richiamare un articolo ripreso dal Blog "La voce dell’emergenza"

tags: