(S)Blocchiamo tutto

Versione stampabileVersione stampabile

Fiaccolata - Misterbianco e MottaStanotte Crocetta e la sua Giunta hanno approvato una ordinanza per fronteggiare l’emergenza rifiuti. E come al solito, per tamponare il disastro, si autorizzano altri 22 comuni della provincia di Trapani a scarica a Motta (oltre l’incremento da 60 a 200 tonnellate al giorno provenienti da Messina). In pratica chi andrà a passare le proprie ferie alle Eolie o a Favignana getterà, virtualmente, i propri rifiuti a casa nostra, nel nostro territorio.

A questo punto, dopo le promesse (non mantenute) fatte da Crocetta durante l’incontro con i Comitati, non resta altro che manifestare in maniera forte, rispolverando il concetto di blocco.

Partiamo con il bloccare la speranza che il problema discarica possa risolversi in maniera “diplomatica”, con ricorsi, denunce, mozioni e appelli alle autorità. Blocchiamo l’idea che tutto possa essere delegato ad altri, a poche persone, a sparuti volontari, perché per una guerra del genere servono eserciti e non eroi. Blocchiamo la certezza di chi dice “non ci sono prove che la discarica causi malattie” perché ognuno di noi sa quanti morti di tumore ha avuto in famiglia e quanti malati vanno via, improvvisamente, inalando l’ultimo respiro di fetore (rimanendo sempre in attesa dei dati Arpa). Blocchiamo la paura che non ci ha permesso di dire le cose come stanno, di collegare certe coincidenze, di condannare certi atteggiamenti, di contestare a fasi alterne. Blocchiamo l’assuefazione al peggio, all’abitudine di vedere i Sieli sempre più corrosi dai rifiuti e la discarica sempre più vicina al paese. Blocchiamo la nostra convivenza forzata con la puzza che invade le nostre case e ci costringe a rivedere la nostra quotidianità. Blocchiamo la rassegnazione tipicamente nostrana di chi pensa che il proprio destino sia già segnato e che nulla al mondo possa sovvertire il disordine etico e lo stato delle cose pieno zeppo di disvalori. Blocchiamo amici e parenti dalla codardìa e dalla terribile indifferenza che, al pari dei tumori, uccide lentamente la nostra comunità. Poi blocchiamo un orario, un giorno e un mese. Blocchiamo tutto questo e, solo a quel punto, saremo pronti per bloccare i cancelli Oikos, le strade dei camion e il quotidiano pellegrinaggio dei rifiuti. Un blocco che blocchi la Regione e che sblocchi la realtà: in Sicilia non ci sono rifiuti per strada e non c’è una vera emergenza solo perché ci siamo noi che paghiamo per tutti, condannati a portare una croce che adesso vorremmo poter piantare sui Sieli liberati.

Che la pazienza sia finita è un dato di fatto. Che il blocco sia l’ultima strada per manifestare il nostro disagio inizia a divenire sempre più una realtà amara. Prepariamoci.

Danilo Festa
danilofesta.files.wordpress.com
24/07/2016

tags: