Santapaola si difende "Attività politica improntata nell'interesse della comunità"

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Carmelo Santapaola"Mai stato una sorta di longa manus dell’organizzazione mafiosa all’interno del Comune di Misterbianco", scrivono i legali.

CATANIA - Gli avvocati Salvo Pace e Serena Cantale Aeo affidano a una lunga nota stampa, alcune precisazioni in merito alle accuse mosse nei confronti del loro assistito Carmelo Santapaola, coinvolto nell’operazione su mafia e scommesse on line. “La misura cautelare è stata adottata nei confronti del signor Santapaola solo ed esclusivamente - precisano i due difensori - per due titoli di reato che non hanno natura mafiosa, ovvero il reato di intestazione fittizia di beni, in quanto ritenuto titolare di un centro scommesse formalmente intestato soltanto al figlio ma ritenuto di sua proprietà e dei cugini, signori Placenti, e del reato di violazione della normativa sui giochi on-line. Il giudice ha in primo luogo specificatamente escluso l'esistenza di gravi indizi riguardanti l'appartenenza dei Santapaola ad un'associazione finalizzata alla gestione di centri scommesse aventi natura illecita, laddove al nostro assistito non è contestato il reato di partecipazione ad associazione mafiosa. Inoltre, il Giudice ha escluso la sussistenza dell'aggravante del metodo mafioso. Detto ciò, non sarà inutile precisare che, a differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, il signor Santapaola Carmelo - chiariscono i due avvocati - non ha alcun rapporto di parentela con il signor Santapaola Benedetto; l'unica cosa che li accomuna è il cognome. Certamente non si può negare che Santapaola Carmelo sia primo cugino dei signori Placenti".

"Quanto all'attività politica ed amministrativa svolta dal medesimo, è bene evidenziare - aggiungono gli avvocati Pace e Cantale Aeo - che egli ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del sindaco Di Guardo prima ancora che gli venissero richieste da quest'ultimo e comunque prima del provvedimento di sospensione emesso dal Prefetto di Catania. Il Santapaola per primo si è reso, infatti, perfettamente conto che l’indagine che lo vede coinvolto rendeva necessario recedere dalla carica amministrativa ricoperta, al fine di consentire che nessuna ombra potesse gravare sull’amministrazione nel suo complesso. Deve, altresì, precisarsi che le intercettazioni che gli vengono contestate risalgono all’anno 2012 e che, al di là della interpretazione che ne è stata data, di certo nessun atto amministrativo riferibile - precisano ancora - al nostro assistito è oggetto del procedimento o comunque è stato individuato come posto in essere a vantaggio proprio o di altri. Il signor Santapaola respinge con tutta la fermezza possibile di essere stato in questi anni una sorta di longa manus dell’organizzazione mafiosa all’interno del Comune di Misterbianco, avendo sempre improntato la propria attività politica ed amministrativa soltanto al perseguimento dell’interesse della comunità. In ultimo, il nostro assistito ci incarica di manifestare la propria assoluta fiducia nell’operato della Magistratura, confidando - concludono i due difensori - che in tempi brevi possa accertarsi l’estraneità ai fatti contestati”.

catania.livesicilia.it
23/11/2018

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