Risposta alla lettera aperta dell'avvocato Enzo Guarnera

Versione stampabileVersione stampabile

Nino Di GuardoCaro Enzo, appunto perché mi conosci da trent’anni, avresti potuto con serenità guardare da un’altra angolazione a questa triste storia che ha colpito la mia comunità.
Con il mio lungo impegno alla guida di Misterbianco, impegno che, stante la relazione del Ministro, il Prefetto ha stigmatizzato, il mio comune è divenuto uno dei più virtuosi e all’avanguardia della Sicilia.
E, come tu sai, la mafia si combatte con i fatti e non con le parole e, per un amministratore pubblico, questi si sostanziano nell’esempio e nel buongoverno.

Ma vengo al punto. Io non ho mai detto che nel territorio di Misterbianco, come purtroppo avviene in tutte le realtà d’Italia, non operano clan mafiosi; quello che ho sempre sostenuto, e lo farò fino alla fine, è che nessuna organizzazione malavitosa ha condizionato la formazione della volontà della mia amministrazione o ne ha ricevuto favori. E ora mi rivolgo a te come illustre avvocato. Le dichiarazioni dei pentiti, come sai, vanno verificate, e questo dovevano fare i commissari inviati dal Prefetto nel mio comune per un’ispezione antimafia durata ben sei mesi. E cosa hanno riscontrato? Nulla!

Di ciò ho avuto piena conferma proprio dalla lettura della relazione prefettizia che forse tu non hai avuto tempo o voglia di leggere fino in fondo. Nella relazione non c’è traccia di condizionamento, non c’è un elemento di prova, ma solo fantasiose illazioni e arbitrarie interpretazioni dei fatti, come avrò modo di dimostrare nelle sedi opportune. La verità è che lo scioglimento del comune di Misterbianco ha obbedito alla logica del potere mafioso. Si è voluta spegnere una voce istituzionale che si è sempre inflessibilmente levata contro la mafia, il malaffare e, aggiungo, la discarica, fonte di lauti guadagni per i titolari e di miasmi fetidi per la mia comunità.
Per questo ribadisco che si è trattato di un CRIMINE DI STATO e, senza togliere nulla alla sua onorabilità, riaffermo che il tuo amico prefetto ha preso un clamoroso abbaglio a Misterbianco.

P.S. Non posso accogliere il tuo consiglio di ritirarmi dalla politica per un periodo sabbatico perché sento, come imperativo categorico, il dovere di difendere la mia comunità da un provvedimento arbitrario, sbagliato e umiliante. Ti invito ad un pubblico dibattito dove con serenità potremo affrontare i vari aspetti di questa vicenda e riflettere su una discutibile interpretazione della legge che annulla il diritto di prova e, senza alcun contraddittorio, produce effetti automatici aprendo, così, le porte ad un clima di caccia alle streghe che ci riporta alla Santa Inquisizione e mortifica lo Stato di diritto dove ancora fortunatamente viviamo.

Dott. Nino Di Guardo
facebook.com/NinoDiGuardoSindacoperMisterbianco
06/11/2019

tags: