Rifiuti e discariche, tra indagini e allarmi contaminazione

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Discarica MisterbiancoLa “bomba” esplosa inaspettata, sull’indagine e il rinvio a giudizio per “traffico illecito di rifiuti” da parte della Procura di Catania, coglie indubbiamente di sorpresa anche il Comitato No discarica di Misterbianco e Motta S. Anastasia, che pure era già in comprensibile stato di mobilitazione dopo la novità delle preoccupanti relazioni dell’Agenzia Arpa di Catania - rese note nei giorni scorsi dalla speciale Commissione consiliare di Motta - sulla probabile “contaminazione” del sito di Tiritì della dismessa discarica mottese dell’Oikos. Una relazione sulla cui base la stessa Commissione speciale ha subito chiesto chiarimenti ed eventuali provvedimenti straordinari e urgenti al sindaco Anastasio Carrà.

«Aspettiamo ancora una risposta e iniziative dal primo cittadino, nulla finora ci è pervenuto», ci dichiara la presidente della Commissione Daniela Greco, del M5S, nel precisarci che uno degli indagati citati dalla stampa non è in effetti dipendente del Comune ma dell’Oikos.

«Non ci aspettavamo questo tipo di novità – ci dicono dal Comitato No discarica, dietro un “no comment” ufficiale – che profila un altro tipo di reato rispetto a quelli da noi denunciati alla Procura con il nostro esposto presentato a suo tempo assieme a Zero Waste Sicilia, con l’avv. Goffredo D’Antona, che riguardavano invece il presidente Crocetta per “abuso d’ufficio” per le sue reiterate ordinanze emergenziali di proroga d’esercizio all’impianto di Valanghe d’inverno, nonché i tre commissari prefettizi a suo tempo nominati per l’Oikos, per “infedeltà” rispetto al mandato ricevuto, quello di gestire cioè le operazioni di chiusura della discarica di Valanghe d’inverno, mentre invece essi proseguivano e consolidavano l’attività degli impianti presentando addirittura ricorso contro la Regione. Un esposto di cui non abbiamo mai avuto notizia di avvenuta archiviazione. E a questo punto possiamo solo presumere che i vari filoni d’inchiesta si siano riuniti».

Una Procura, quella di Catania, cui nel tempo sono stati anche inoltrati almeno sette esposti-denunce del sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo per la costante puzza insopportabile gravante sull’abitato ad opera della discarica dì Valanghe d’inverno - definita più volte “illegale” per la sua vicinanza ben inferiore ai 3 km previsti dalla legge e per le modalità delle varie “autorizzazioni” ricevute nel tempo - nonché di quella di Tiritì, pur dismessa da quattro anni, da cui proverrebbero esalazioni gassose nell’aria e percolato nel terreno, vicino a torrenti. Quell’impianto di Tiritì in cui in vari decenni si sospetta sia stato abbancato di tutto e di cui si invocano da tempo la “bonifica” e messa in sicurezza, promesse dal presidente Crocetta in una “rovente” aula consiliare a Misterbianco il 2 dicembre 2016; ma altro è la bonifica “post mortem” attuata con la semplice copertura e piantumazione, altro è la necessaria ed effettiva messa in sicurezza qualora il sito risultasse effettivamente contaminato. Su questo punto, il nuovo presidente della Regione Nello Musumeci, nel suo incontro di alcuni mesi fa a Catania con il Comitato No discarica e il sindaco Di Guardo, aveva preannunciato indagini e verifiche ad opera di Enti “qualificati”. E su questo emergerebbero ora a quanto pare le contestazioni giudiziarie all’operato dell’Agenzia regionale Arpa per la protezione ambientale – che è però organismo squisitamente “tecnico” senza poteri decisionali - che nell’estate 2016 aveva esposto in conferenza a Misterbianco i risultati inquietanti dei suoi monitoraggi ambientali con una centralina sulle colline dei Sieli, e che a fine luglio scorso ha notificato al Comune di Motta la relazione sulle indagini svolte fino al settembre 2017 e nella primavera del 2018 – coi cosiddetti “piezometri” - sulla possibile “contaminazione” di Tiritì.

Le preoccupazioni ambientali e sanitarie di una popolazione di circa 70 mila abitanti (tra Misterbianco e Motta) continuano, con appelli e proteste finora vani nei fatti, tra periodici contenziosi legali (Tar, Cga) in cui è stata finora la giustizia amministrativa a dettare gli eventi spesso finanche alla stessa Regione, mentre in campo penale è tuttora in corso (dal noto dossier dell’ex assessore regionale Nicolò Marino poi destituito) il procedimento “Terra mia” su scandali e corruzioni varie. Con l’emersione di ulteriori elementi inquietanti, compresa quella "Cisma" di cui venne personalmente ad occuparsi in Sicilia il ministro dell’Ambiente Galletti, con le sue visite a Misterbianco (per le discariche) ed a Melilli (sullo scarico del “polverino” dell’Ilva) il 13 novembre 2016. Coi reati di “disastro ambientale” nella pratica ben difficili da provare, nel nesso causale tra impianti industriali e rifiuti e patologie respiratorie e tumorali pur diffuse nell’area. Un “groviglio” ancora complesso e tutto da districare, mente ulteriori “versanti di lotta” si preannunciano sui possibili nuovi mega-impianti Oikos a Centuripe-Catenanuova, ed altri altrove, in una bellissima terra senza pace.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
15/11/2018

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