Presentato a San Nicolò il Progetto su Padre Cannone: "Vincenzo, storia di un Padre", la Mostra e il concorso per le scuole

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Padre Cannone«Respirare questo luogo ci emoziona», esordisce comprensibilmente Massimo Costanza, autore (e produttore con la sua Associazione “Lapablù”) dello spettacolo “Vincenzo, storia di un Padre” dedicato all’indimenticabile parroco Vincenzo Cannone, in quell’oratorio di San Nicolò scelto emblematicamente per la presentazione ufficiale sia dello spettacolo teatrale “corale” che andrà in scena al Nelson Mandela dall’11 maggio, sia delle due importanti iniziative collaterali facenti parte dello stesso progetto - una Mostra presso le sale espositive pure al Mandela (inaugurazione il 9 maggio) e un Concorso per le scuole – anch’esse quale tributo all’amatissimo pastore nativo di Roccavaldina nel Messinese ed educatore di intere generazioni di misterbianchesi, soprattutto a partire da quell’Oratorio cui egli dedicò gran parte della propria vita.

Una “scommessa” nata dal forte legame col territorio e senza alcun “ritorno” economico (non essendo lo spettacolo "esportabile" altrove), un lavoro imponente sviluppatosi da due anni anche con ripetute visite e ricerche nel paesino dove padre Vincenzo era nato e cresciuto, a diretto contatto con conoscenze e testimonianze locali in parte ancora viventi. Ne viene fuori una storia palpitante - forzatamente ridotta in due ore per ovvie esigenze sceniche - dell’intera vita (fin dalle umili origini) e della missione sacerdotale di una persona speciale, nel tempo poi riconosciuta come il “Don Bosco” di Misterbianco. Con 56 scenografie in digitale a ripercorrere la lunga vita di don Vincenzo, un cast di ben 58 attori fieri di poter contribuire (più tanti altri collaboratori di supporto tecnico), di cui solo 6 professionisti oltre al regista Santi Consoli – coi suoi 52 anni di carriera artistica (visto anche in un episodio di “Montalbano”) - che si definisce solo “coordinatore scenico” di un “progetto folle” accettato per rendere un dovuto omaggio a un sacerdote “unico” del quale “captare” sentimenti, insegnamenti e la disarmante semplicità.

Un appassionato “progetto” complessivo, con la Mostra espositiva di immagini di almeno 70 anni raccolte da tante fonti e da svariati “testimoni”, e un Concorso a premi per le scuole tendente anche ad evidenziare e superare le differenze nei rapporti interpersonali e i conflitti generazionali. Mentre – come ha sottolineato il parroco Angelo Mangano - quell’oratorio perpetua a San Nicolò la sua missione pastorale di “ponte e laboratorio” di testimonianza di fede, con tanti giovani a stupire col loro desiderio del “noi”, dello stare assieme con gioia nella Chiesa, oggi decisamente controcorrente, in una “condivisione ecclesiale e sociale”, quasi che padre Cannone continui ad essere tra di loro.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
21/04/2018

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