Pasolini, i porcelli e le proteste. La LAV contro la Compagnia Zappalà Danza

La presenza in scena di due maialini nel corso di "Pasolini nell'età di internet" presso Scenario Pubblico scatena le proteste della Lega Antivivisezione. La risposta di Roberto Zappalà della Compagnia Zappalà Danza.

Il tono del comunicato con il quale la L.A.V. (Lega Antivivisezione) di Catania è intervenuta a proposito dei due simpatici porcellini “attori” in “Pasolini nell’età di internet”, proposto a Scenario Pubblico dalla Compagnia Zappalà Danza, suona perentorio se non criticamente edificante: “Cosa centrino due maialini, che peraltro dovrebbero stare accanto alla loro madre, in uno spettacolo teatrale è tutto da verificare…” Inoltre - sottolinea il delegato provinciale Alfio Lisi, firmatario del comunicato - l’utilizzo dei maialini in questione risulterebbe improprio, anzi “è una falsificazione dell’idea stessa che il regista-scrittore aveva delle sua opera, in quanto si trattava solo ed esclusivamente di una metafora” (il riferimento all’interno di “Pasolini nell’età di Internet” è al film “Porcile”). Nonostante, ci permettiamo di aggiungere, non competa certo agli attivisti catanesi decidere cosa deve stare dentro uno spettacolo teatrale (ovvero non competerebbe loro l’esclusività del giudizio estetico) e quantunque i responsabili della Compagnia, Roberto e Daniele Zappalà, si siano dimostrati “attenti – recita sempre il comunicato - alle problematiche del maltrattamento degli animali tanto da chiedere di sistemare i maialini dopo lo spettacolo (…) e disposti ad avviare un dibattito sui diritti degli animali”, la L.A.V. si dichiara “non disponibile ad alcun compromesso, ovvero a cedere sull’utilizzo dei due maialini”, i quali potrebbero essere vittime di “forme gravi di stress”, le stesse “che gli spettatori hanno potuto verificare dai grugniti di spavento”. Dal canto suo la Compagnia Zappalà Danza ribadisce con perentoria discrezione: “Il palcoscenico è per definizione lo spazio dell’illusione. Le lettere indignate di chi legittimamente afferma la sua preoccupazione, pur esprimendo un punto di vista nei confronti del quale manifesto tutto il mio rispetto, sono viziate da alcune comprensibili distorsioni dettate dalla posizione dello spettatore, la quale induce erroneamente a pensare che i due maialini stiano in una scatola di plexiglass: si tratta invece di una gabbia (non più piccola di quella alla quale sono costretti negli allevamenti), della quale solo uno dei lati, è realizzato in questo materiale. Inoltre la luce della gabbia è un neon, che ha una dispersione termica molto bassa; infine il volume della musica verso il pubblico è decisamente più forte di quello rivolto verso gli artisti ed i maialini”. Peraltro - aggiunge ancora Roberto Zappalà - la mia coscienza mi dice di non esercitare alcun maltrattamento sui due maialini, mi sembra anzi che lo spettacolo riesca a proporre al pubblico un contatto diretto e una visione positiva di questi stupendi animali”. Nel frattempo, chiede la L.A.V., coloro i quali volessero adottare i due maialini “fino alla vecchiaia”, contattino lo 095/7152270: mentre Scenario ha indetto un incontro pubblico sulle tematiche animaliste per la serata (ore 20.30) del prossimo13 novembre. Sembra proprio nutrirsi di malintesi, di interpretazioni fuorvianti e di eterni ritorni la riflessione in Sicilia sull’opera e sullo stesso Pasolini visto che, già nel 1969, durante la lavorazione di “Porcile” - il cui primo episodio, nel novembre del 1968, è stato girato proprio sull'Etna - lo scrittore era stato denunciato ai carabinieri di Nicolosi per una presunta strage di pecore: adesso ci si mettono pure quei rosei porcelli di Scenario Pubblico che nello spettacolo rappresenterebbero il “porcile” della società organizzata nella quale, in una sorta di necessità, i figli indocili o indifferenti, che si rifiutano di accettare l'ordine costituito, vengono annientati (“liberati” nella rappresentazione della Compagnia Zappalà Danza). Non ritenendoci "né ubbidienti né disubbidienti" (come il protagonista del film) ci limitiamo a sperare di non finire tra le polemiche come pecore e porci: comunque macellati…

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