Muscetta: novant'anni con... pubblicazione

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In un affollato Caffè Libreria Tertulia Angelo Scandurra il sindaco-poeta, Guido Nicastro e Antonio Di Grado, due docenti dell'ateneo catanese organizzano proprio in onore di carlo Muscetta, un incontro affettuosamente scientifico. Arricchito da due pubblicazioni.

mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:
IT;mso-bidi-language:AR-SA"> Lui,
Carlo Muscetta, candida cascata di capelli sul viso glabro, piccoli e
vivacissimi occhi azzurri, è ancora, a novant’anni suonati, il militante di
sempre: ”Vorrei – esordisce con una vocina esile ma ferma, quasi implacabile
– che questo 18 ottobre non rimanga solo di piacevole intrattenimento: lo
sciopero serva da richiamo alle nostre coscienze; se rispettiamo e comprendiamo
il dramma dei nostri operai, riaffermando la dignità del lavoro, allora sarà
un giorno di festa”. La festa era quella che, con la cortese complicità del
Caffè Libreria Tertulia, due docenti dell’ateneo catanese Antonio Di Grado e
Guido Nicastro insieme ad Angelo Scandurra, il sindaco/poeta, hanno pensato per
onorarlo, anche attraverso la pubblicazione di due volumi: il primo, “Per
Carlo Muscetta”, raccolta di saggi ed interventi critici da parte di amici e
di allievi (curato da Giulio Ferroni e Novella Bellocci) edito da Bulzoni,
l’altro, “Dialoghi con…” stampato per i tipi de Il Girasole di Valverde.
Carlo Muscetta, professore, studioso, critico letterario, polemista vivace,
organizzatore editoriale, intellettuale tout-court è stato per anni un
militante ribelle (e “Letteratura militante” si intitola proprio uno dei
suoi scritti più forti). Egli ha rappresentato un personalità “alta” della
critica in Italia (la sua parola è stata determinante nella riscoperta di
Belli, di Tommaseo, di Padula) e ha avuto i suoi maestri riconosciuti in De
Sanctis, Croce e soprattutto Gramsci. Indimenticabile il suo magistero catanese
che cade in anni assai particolari – dal 1963 al 1974 -
grazie a cui arriva l’aria nuova, il rinnovamento nell’università
etnea ormai sclerotizzata. “E’ stato il prof per antonomasia –
aggiunge Nicastro – quello che sconvolse ogni polverosa consuetudine
accademica aprendo la sua prima lezione all’Università di Catania, nel
novembre del ’63, con il ricordo del presidente Kennedy.” Muscetta, che
nella sua formazione ha rigettato gli idoli dilettanteschi e dannosi ha operato
– afferma Antonio Di Grado nel corso di un intervento dai toni quasi
apocalittici – la scelta dovuta e lucidamente dolorosa, eliminando i suoi
“padri”: quel Benedetto Croce che in una polemica lettera egli definisce
“il mio dolce tiranno spirituale” e Palmiro Togliatti, il cui atteggiamento
Muscetta avrebbe poi bollato come “conservatorismo dissimulato”. Ciò
nonostante Muscetta è stato il portavoce di una “continuità generazionale
che oggi – ha concluso Di Grado - a causa dell’alluvione antropologica della
modernizzazione si sbriciola nella cesura definitiva della memoria”. Già,
pessima fine per i “cattivi maestri”: e dei giovani e “impegnati”
studenti universitari pochissime presenze in una sala assai affollata. Peggio
per loro.

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