Misterbianco, tra Di Guardo e Leanza un matrimonio che "s'ha da fare"?

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Sede comune - MisterbiancoIl puparo e il massaro: Lino e Nino. Leanza e Di Guardo: un’unione politica contro natura. Ieri avversari politici, oggi quasi una coppia, di fatto. Un matrimonio che a Misterbianco “s’ha da fare”? A quanto pare sì. Per salvare la traballante giunta dell’ex deputato regionale del Partito Democratico è imminente l’arrivo dell’alleato che non ti aspetti: Lino Leanza, attuale deputato regionale e fondatore del movimento Articolo 4.

Nel 2012, Leanza per Di Guardo, era il ‘puparo’. Colui che, nella campagna elettorale per le Amministrative, a Misterbianco muoveva i fili dietro al candidato sindaco del centrodestra Nino Condorelli. Insomma, per quel sindaco ‘massaro’ che tornava un avversario politico in piena regola. Che aveva messo su una coalizione non da poco, capace di raccogliere la maggioranza dei consensi ma non di trascinare il candidato Condorelli. I due non se l’erano mandate a dire: sono in tanti a ricordarne i comizi, con toni più o meno accesi, dove gli scambi non erano di fioretto, anzi.

Oggi, in consiglio comunale, il gruppo dell’ex Udc, che fa riferimento ad Articolo 4, conta quattro consiglieri. Finora, sono stati stabilmente e fieramente all’opposizione, con tanto di battaglie e scambi all’ultimo post anche sui social network.

Da qualche tempo, però, domina la calma piatta: c’è stata anche qualche timida apertura su singoli temi, sempre “per amor di popolo”. Ora, c’è da correre al capezzale di un’amministrazione comunale in crisi di ossigeno: ci sono due assessori da rimpiazzare e una maggioranza consiliare da rinvigorire. E tanti atti amministrativi che aspettano.

Ed eccolo Leanza e i suoi proporsi al centrosinistra in salsa diguardiana. Come nel 2013 a Catania, quando il deputato ex lombardiano intervenne a sostenere la candidatura di Enzo Bianco. Operazione che lo portò anche ad avviare un rapporto di collaborazione con il Presidente della Regione Siciliana Crocetta, fino a piazzare alle Europee, tra le file del Pd, l’eurodeputata campionessa di consensi Michela Giuffrida.

Al matrimonio con Di Guardo, Leanza porta in dote i suoi quattro consiglieri comunali. E che cosa chiede in cambio? Un assessore. Magari con la delega di vice sindaco. Non poco, ma controparte adeguata a un passo decisivo: saltare la barricata dell’opposizione per atterrare nelle prime linee non più nemiche. Di Guardo si frega già le mani. Ma a fare da guastatore all’intesa è l’ex vicesindaco Carmelo Santapaola.

L’ex vicesindaco si era dimesso dopo aver incassato pubblicamente la “sfiducia” di Di Guardo per non aver votato la delibera contro la discarica di Motta Sant’Anastasia. Le dimissioni, assieme a quelle dell’assessore ed ex consigliere comunale Orazio Panepinto non solo privarono la giunta di due unità ma portarono a costruire un supergruppo di 10 consiglieri comunali che in pratica uscì dalla maggioranza. Da qui i problemi di tenuta per l’amministrazione comunale.

Ora però pare proprio che Santapaola possa rientrare in giunta. Con lui, rientrerebbero in maggioranza almeno un paio di consiglieri comunali. Che, con i quattro di Articolo 4 ex Udc, blinderebbero l’amministrazione Di Guardo mettendola al riparo da altre scosse. All’ex assessore, rappresentante dei quartieri periferici, le ‘frazioni’, Di Guardo medita di ridare la delega di vicesindaco. La contesa pare sia alla base dell’impasse: la nomina degli assessori che doveva avvenire la settimana scorsa è stata rinviata. L’accordo con Leanza ancora in discussione.

Intanto è partita la salve di critiche e polemiche dal centrodestra. Dall’altro lato, si aspettano ancora reazioni. Ma tra le file diguardiane sono sempre di bocca buona e all’ex deputato regionale hanno perdonato tutto, anche le giravolte per portare in coalizione pezzi del passato centrodestra. Ma ora?

Rosario Nastasi
catania.blogsicilia.it
01/10/2014

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Commenti

Da diverso tempo si parla e

Da diverso tempo si parla e si vocifera dell'evento del secolo. Le persone rimangono incredule su quello che dovrebbe accadere. Tutti dicono: la politica è questa, la politica è fatta cosi, sono cose di politica... evviva la politica dico io " se ne dicono di tutti i colori ma poi... per il bene del PAESE... tutto è lecito"

. Ormai non esiste nè certezza nè stabilità ma tutto è dinamica e la colpa non è, solo, di coloro che stanno ai vertici delle istituzioni ma, anche, di noi cittadini che continuiamo a votare in un certo modo e per certi personaggi che ti promettono mari e monti o che ti elargiscono piccoli favori che magari sono tuoi diritti. Si fa politica solo per il potere che ti darà il denaro e con questo ti senti protetto e forte. I valori sono andati tutti a farsi benedire ed esiste solo l'arroganza e la rassegnazione. La discarica che tanto ha fatto discutere non è stata mai chiusa e mai lo sarà ed all'occorrenza verrà tirata fuori nuovamente perchè farà comodo a qualcuno. Se non sarà necessario, il silenzio continuerà a farla da padrone. A quanto pare l'unico a lasciarci le penne è stato l'ex assessore Panepinto che si è sacrificato... perchè? Tutti gli altri hanno gridato hanno fatto scelte confuse ma alla luce della realtà penso che saranno tutti scoraggiati e pentiti. Sbaglio?

Enzo Messina

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