"A Misterbianco la gente ha votato per una ricarica"

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Giusy Percipalle«Buoni benzina, ricariche telefoniche, buste di pasta, carte da 20 e da 50 euro» tanto sarebbe costato il voto a Misterbianco. L’accusa viene lanciata da Giusi Letizia Percipalle che era candidata al consiglio con una sua lista civica e che con ben 539 voti è stata la seconda più votata del comune e malgrado ciò non è stata eletta.

La Percipalle, in una intervista rilasciata ad Orazio Ardizzone dopo il risultato amministrativo, critica la legge elettorale e le modalità di voto che hanno contraddistinto a suo modo di vedere la città di Misterbianco. «I miei concittadini si sono venduti la dignità per un piatto di pasta – afferma – ma questa spesa si esaurisce in due giorni, spero sia stata digerita nel migliore dei modi perchè adesso a noi restano 5 anni governo scelto grazie a questo sistema».

Poi la Percipalle lancia l’appello alla magistratura affichè venga esaminata la video sorveglianza posta davanti le scuole «per vedere gli avvoltoi che erano davanti i seggi, c’erano delle squadre che operavano. A nome del comitato che rappresento è mio dovere denunciare tutto il marcio cui ho assistito durante questa campagna elettorale».

Secondo la prima dei non eletti le irregolarità si registrano soprattutto nelle frazioni. «Non è un caso che il 70% degli elettori delle frazioni abbia votato solo il candidato al consiglio senza barrare il sindaco» continua «attraverso il “trascinamento” previsto questa legge elettorale si è determinato quel gioco di potere delle segreterie politiche che hanno voluto dimostrare che se un sindaco è stato eletto lo deve ad una determinata persona. Un primo cittadino che così potranno manovrare».

E mentre annuncia che farà ricorso sul risultato che la riguarda perchè afferma di avere contezza di tanti voti annullati si sofferma sullo sbarramento del 5% e sulla doppia preferenza «una legge iniquia che non valorizza la volontà popolare perchè non abbiamo raggiunto il 5 % e la persona più votata del paese resta fuori dal consiglio.»

«Trovo sia umiliante l’accoppiamento uomo donna. I candidati delle segreterie hanno sfruttato le candidate con le quali si sono accoppiate per raggiungere un risultato eccellente, vanno al consiglio con un risultato che non è farina del loro sacco. Le donne che vogliono fare politica non hanno bisogno di questi giochetti».

Fabiola Foti
lurlo.info
23/06/2017

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