Mai più Tiritì

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Comizio Chiusura Discarica - MisterbiancoTi alzi al mattino, nel mio paese,
e ti entra, prepotente, nell’anima, un’aria putrida e cattiva.
Un vento d’azzurro e di morte pervade i passi e i capelli;
un cielo asciutto, al veleno, vestito a lutto,
rasserena, maligno, la nostra distratta allegria,
buona solo per cantare a squarciagola e per scambiarci auguri e focacce.

Ma io vorrei sentire solo il profumo di casa, di vita, d’amore,
fiati ansimanti di giovani amanti, viole e serenate al mandolino.
Udire il pianto d’un bimbo nutrito di carezze e baci,
da madri premurose e belle.
Ascoltare le nenie dei pastori
e le leggende antiche de’ Sbalinchi ‘o ‘Nfernu.
Passare le pasquette a giocare a nascondino, come ‘e carusi,
a mangiare pane e fragole e olive,
su tovaglie a quadri sull’erba fresca dei Sieli.
Giocare con i miei nipotini,
parlare con gli amici di politica e di fìmmini,
fino a notte fonda, ‘o Coraghésa.
Cenare con insalata e vino delle Terre Forti, nei cortili, ‘e Manganeddi.
Sentire i mortaretti e le luci della Festa Ranni di Sant’Antoni,
in santa pace, dal Poggio Croce.
Dormire, a porte aperte, con sogni d’amore e gelsomini d’Arabia.
E non essere immerso, giù nella cloaca,
dai veleni e dal tanfo che lorda le strade e torca i nostri visi.
O forse sono solo unguenti ostili, rimasugli delle nostre vite pagate a oro,
i rifiuti immondi che depositiamo nelle strade, nelle piazze, all’imbrunire,
che viziano le menti, le mani e sporcano i cuori.
In quella melma sconfinata affoga il respiro sordo del silenzio e del potere.
Con quel nome ballerino e allegro, che non pronunceremo mai più,… laggiù, a Tiritì…

Angelo Battiato

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