Lo uccide per "liberare" l'amante L'omicidio dell'ex pentito Pino

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Orazio PinoIl catanese Orazio Pino sarebbe stato ammazzato da Sergio Tiscornia. Emergono nuovi particolari sulle indagini.

GENOVA - "Ormai la palla al piede te l'ho tolta... e tu non hai più bisogno di me? Io ti ho aiutato, ma a te della mia vicinanza non ti importa nulla". È questa una delle intercettazioni, riportate dal quotidiano Il Secolo XIX, che hanno incastrato Sergio Tiscornia, il 50enne arrestato ieri per l'omicidio dell'ex pentito misterbianchese Orazio Pino. Emergono dunque ancora elementi sull'impianto probatorio raccolto dalla Squadra Mobile di Genova che hanno portato a risolvere a stretto giro l'omicidio dello scorso 23 aprile a Chiavari. Il cadavere è stato trovato da un passante: era accanto alla sua auto in uno dei silos del parcheggio. Il catanese è stato freddato con un colpo di pistola alla testa. Sull'arma usata l'indagato si lascia andare a una sorta di confessione con un amico: "Ho una 357 magnum e l'ho seppellita sotto terra".

Le indagini si sono immediatamente mosse su due direzioni: regolamenti di conti della mafia o una questione economica. La seconda pista battuta ha dato fin da subito importanti risvolti che si sono impregnati anche di motivi personali e sentimentali. Tiscornia, infatti, è legato alla colombiana, ex amante di Pino, con cui la vittima aveva intrecciato una relazione extraconiugale e inoltre aveva chiuso affari legati alle gioiellerie. La donna si sarebbe sentita - scrive l'Ansa - 'minacciata e oppressa'. Ed era a lei che l'indagato si sarebbe rivolto nell'intercettazione finita nell'ordinanza firmata dal Gip di Genova.

Ma le conversazioni sono solo il riscontro ad una serie di prove scientifiche a cui hanno lavorato gli investigatori genovesi. Sono stati analizzati decine e decine di filmati delle telecamere di video sorveglianza. E ad un certo punto è stata necessaria una consulenza fornita da una associazione di sordomuti per leggere il labiale del presunto omicida, che "spiega di avere usato un solo colpo di pistola". Ma non solo: la polizia scientifica ha trovato tracce di polvere da sparo sull'auto di una amica, che sarebbe una complice involontaria dell'assassinio di Pino e che lo avrebbe accompagnato fino a Chiavari. Inoltre sulla scena del crimine è stata trovata l'impronta di una scarpa che ha condotto gli investigatori dritti a casa del 50enne Sergio Tiscornia.

L'arrestato è un semplice operaio edile, sposato e padre di due figli. Ma aveva una vita parallela con la colombiana, ex socia del pentito catanese. L'operaio avrebbe agito per "liberare" la donna che si sentiva "minacciata" da Pino Orazio. Il giudice delle indagini preliminari scrive nell'ordinanza che Tiscornia si sarebbe fatto "paladino" dei diritti della donna.

Laura Distefano
catania.livesicilia.it
27/06/2019

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