Lettera aperta ai miei concittadini

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CoronavirusAlla luce della grave emergenza sanitaria attuale, ho maturato alcune riflessioni che voglio condividere con tutta la popolazione Italiana.

Ho immaginato sin dai primi casi scoperti al nord, l’emergenza che stiamo vivendo, è stato come se tutto mi fosse stato chiaro, seppur spaventoso, ma la realtà va guardata in faccia ed affrontata senza se e senza ma, con la massima lucidità e coraggio da parte di tutti in questi casi.

Adesso mi preme condividere quello che pensò accadrà nelle nostre vite fino all’arrivo di questo benedetto vaccino, ossia circa un anno ancora.

Non riesco a non immaginare che da qui a breve le difficoltà economiche di massa ci porteranno inesorabilmente a rientrare nelle nostre vite reali, quanto meno lavorative, con tutte le restrizioni del caso e con significativi cambiamenti di svaghi e socialità.

Credo sia inevitabile che questo accada, e quindi penso sia doveroso, nonché utile, prendere consapevolezza del fatto che dovremo convivere con il covid/19 ancora per molto tempo, e pertanto bisogna assumere gli atteggiamenti e stili di vita più adeguati, fino all’arrivo del vaccino, in modo da limitare le perdite di quante più vite possibili.

Fermo restando che confido nei nostri medici Italiani e di tutto il mondo, che troveranno presto una cura efficace, desidero esprimere le mie perplessità circa gli atteggiamenti che dovremmo assumere, nella nostra vita quotidiana.

Mi viene di pensare alla grande responsabilità ed attenzione che debbono avere tutte quelle attività, come farmacie, supermercati, benzinai ecc. ecc.. che qualunque cosa accada dovranno rimanere aperte.

Ad esempio nei supermercati chi passa i prodotti in cassa non può un attimo dopo prendere il denaro che passa dalle mani di tutti e ripassare ad un altro cliente, maneggiando così altri prodotti e così via, sarebbe chiaramente più indicato che chi tocca il denaro tocchi solo denaro e chi tocca cibo tocchi solo cibo. Che non ci sia, altresì, nessuno sprovvisto di dispositivi di sicurezza, specie per chi ha contatti con il pubblico ed ancor di più con alimenti che ci portiamo a casa.

Ho visto delle scene di metropolitana di persone accalcate, perché anziché aumentare le corse per mantenere la distanza di sicurezza  tra i passeggeri le diminuiscono.

Al Governo CHIEDO CON FORZA di mettere i cittadini, che vanno a lavoro e tutti quelli che devono necessariamente uscire per la spesa o altri motivi, nelle condizioni di non propagare il virus, altrimenti resteremo a  casa per mesi e chi esce per le motivazioni sopracitate lo porterà in famiglia, se non utilizzerà alcuni dispositivi come mascherine, guanti, sanificante per le mani ed aggiungerei calzari monouso per rientrare in casa. CHIEDO, altresì, di non lasciar morire di fame nessuno; di PROTEGGERE il futuro dei nostri bambini.

Ho scritto di getto il mio pensiero e spero che quanti più commercianti e tutti noi possiamo stare più attenti ad eliminare qualunque altro veicolo di trasmissione per questo virus.

Certo che le cure saranno sempre più efficaci grazie alla ricerca continua e ringraziando con gli occhi lucidi medici, infermieri, personale sanitario, forze dell’ordine e tutti quanti impegnati in prima linea, cerchiamo tutti di fare la nostra parte per noi, per i nostri cari e per quelli che verranno dopo di noi.

Paolo Orlando

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