Lettera aperta ai candidati presidenti alle elezioni del 5 novembre in Sicilia

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No Discarica Il Comitato “No Discarica di Misterbianco e Motta” richiede ai candidati Presidenti alle elezioni del 5 novembre 2017, per LA REGIONE SICILIANA, un impegno concreto sulla vicenda relativa alle discariche Tiritì e Valanghe d’Inverno, ubicate a ridosso degli abitati di Misterbianco e Motta S.Anastasia e di proprietà della Società Oikos spa, con sede legale in Motta S. Anastasia (CT) in Via Verdi 44/A.

Prima la discarica di Tiritì e poi Valanghe d’inverno sono le due enormi discariche che, da quaranta anni, malgrado corruzioni, arresti, illegittimità provate, chiusure già previste e mai attuate, bonifiche mai effettuate, hanno degradato la vita di cittadini e territori, con fetori insopportabili, distanze ravvicinatissime ai centri abitati, emissioni accertate che ledono il diritto alla qualità della vita e si rendono pericolose per l’ambiente e per la salute pubblica.
La distanza degli impianti è, infatti, anche di 500 metri, dunque a ridosso dagli abitati, mentre la Legge Regionale n.9 dell’8/04/2010 impone una distanza di tre chilometri.

Le emissioni di odore nauseabondo sono state accertate dall’ARPA di Catania, in un’indagine conoscitiva sulla qualità dell’aria dei centri urbani di Misterbianco e Motta S. Anastasia e ha prodotto un rapporto (prot. n. 51184 del 10.08.2016), che attesta gravissimi fenomeni di inquinamento ambientale, riconducibili alla presenza del “complesso impiantistico costituito dalle discariche, e correlati impianti, presente nelle contrade Tiritì e Valanghe d’Inverno”; tra l’altro, è stato registrato l’incremento molto rilevante della concentrazione di metano in atmosfera, con “oscillazioni di concentrazione rilevate comprese tra i valori di 2.5 e 10 volte superiori alla concentrazione media del fondo naturale”. La relazione sottolinea che “La variazione di concentrazione di metano è stata accompagnata sistematicamente dalla concomitante variazione di concentrazione di alcuni mercaptani, molecole caratterizzate da un odore nauseabondo”. Ma quel che preoccupa di più gli abitanti dei due centri sono le registrazioni su altri composti gassosi, meno rilevabili all’olfatto e che superano abbondantemente o raggiungono i limiti di legge; nello specifico ci riferiamo a: idrogeno solforato (+150%), 1.2 dicloroetano (+500%), acrilonitrile (+160%), benzene (+280%), PM10 (al limite di legge), ecc. Questi composti sono largamente riconosciuti come le cause scatenanti di molte patologie respiratorie, tumorali e neurologiche, patologie che hanno registrato un incremento in tutte le aree abitate a ridosso di discariche e impianti simili a quelli della società OIKOS, l’incremento di patologie oncologiche è denunciato infatti dagli abitanti delle aree prossime agli impianti.

Malgrado tutto ciò, non si effettua la chiusura definitiva e non si realizzano le bonifiche, anzi si cerca un rilancio delle attività; si procede per una nuova autorizzazione e per la realizzazione di un impianto di trattamento di percolato.

È INCONCEPIBILE UN RILANCIO DI ATTIVITÀ DEGLI IMPIANTI DELLA OIKOS S.P.A, in un luogo, a ridosso degli abitati, CHE, è stato MARTORIATO LUNGO QUARANTA ANNI.
La realizzazione di un impianto di percolato non può insistere nell’area addossata ai centri abitati e già da troppo tempo martoriata. Ma ciò che è gravissimo è prefigurare una nuova AIA/VIA; la realizzazione del nuovo impianto, è infatti, inerente alla procedura nuova VIA/AIA, quando sono state appurate “una serie di incongruenze, discrasie e/o anomalie “ già in merito al Decreto di Autorizzazione integrata ambientale N. 221 del 19 marzo 2009; infatti, una commissione costituita dall’Assessore regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, con Decreto n. 54 del 17/1/2014, per la verifica degli atti relativi alle discariche private in esercizio per rifiuti non pericolosi site nel territorio siciliano, in merito all’iter amministrativo riguardante l’evoluzione della discarica di c.da Tiritì, della discarica di c.da Valanghe d’inverno e dell’impiantistica a servizio di entrambe, la Commissione ha riscontrato anomalie tali da fare concludere che “il Decreto AIA rilasciato non possiede le caratteristiche di conformità legislativa più volte richiamata né conseguenzialmente permette l’effettuazione di controlli efficaci sulle attività di gestione rifiuti autorizzate. Inoltre le attività di gestione dei rifiuti sono state svolte in difformità ad alcune condizioni imposte nel decreto e nel propedeutico giudizio di compatibilità ambientale (VIA) nonché in difformità al D. lgs.vo 36/03 e al D lg.svo 59/05”. A seguito di tali accertamenti, dell’operazione “Terra mia”, di arresti per corruzione, di interdittiva antimafia, dal 2014 era stata avviata la chiusura degli impianti operanti; chiusura ritardata e non attuata, per continue proroghe in nome dell’emergenza.

GLI UNICI ATTI LEGITTIMI, IMPROROGABILI, SONO L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO DI CHIUSURA DI VALANGHE DI INVERNO E LE BONIFICHE DI TIRITÌ E VALANGHE D’INVERNO.

Ma se chiediamo che il nostro territorio sia liberato dagli ecomostri, vogliamo che mai più questo accada altrove, che Le distanze di tre Km dai centri abitati e una seria strategia ambientale siano indispensabili. La battaglia del territorio richiede, perciò, accanto ad atti concreti che pongano fine all’odissea delle due mega discariche, interventi democratici e organici complessivi.
Per limitarsi all’ambito ambientale, necessitano interventi per un nuovo Piano Energetico regionale, basato sull’obiettivo 100% di rinnovabili, per salvaguardare clima, salute ed ambiente; un Piano di Gestione Pubblica e partecipativa delle risorse idriche, il rilancio dell’agricoltura e dell’agro-alimentare di qualità.

Occorre che il Piano dei rifiuti adotti la strategia Rifiuti Zero. Se si considera il rifiuto materia di scarto, anziché una risorsa economica ed occupazionale, le occasioni di profitto lecito e illecito si moltiplicano, a discapito dell’ambiente, della salute, dei costi sostenuti dai cittadini, in violazione delle direttive EU.
Se l’obiettivo è quello di ridurre drasticamente fino ad azzerare i rifiuti in discarica e di non costruire termo-valorizzatori, occorre procedere alla raccolta differenziata del tipo “porta a porta”, ai Centri di Raccolta (CCR) diffusi, all’impiantistica per il recupero di materia organica, ai centri di riuso e recupero per ridurre materia destinata allo smaltimento e creare economia sociale e posti di lavoro, insieme ad una programmazione che non sia finalizzata a continuare a favorire gli interessi nelle discariche private, nel trasporto dei rifiuti e negli inceneritori. Dai centri di raccolta si potrebbe inoltre passare alla trasformazione delle materie creando occasioni occupazionali.

Occorre la democrazia partecipativa sulle politiche ambientali. La sordità delle istituzioni crea un problema di democrazia; priva di voce i cittadini sulle scelte strategiche che riguardano il proprio territorio, violando la Convenzione di Aarhus, trattato che garantisce il diritto alla trasparenza e alla partecipazione sui processi decisionali concernenti l'ambiente. La Convenzione, firmata il 25 giugno 1998, e ratificata dall'Unione Europea, in Italia, è stata recepita con la legge n. 108 del 16 marzo 2001, ma non è stata mai recepita dalla Regione Siciliana, che ha governato attraverso “emergenze”. Il recepimento della Convenzione di Aarhus nello Statuto Siciliano ed in quello degli enti locali consentirebbe di avviare processi democratici, condivisi e responsabili per le scelte operate sui territori.
Il Comitato “No discarica” di Misterbianco e Motta S. Anastasia ringrazia dell’attenzione e comunica che verificherà le riposte dei candidati alla Presidenza su queste sollecitazioni, ne darà informazione ai cittadini ed è pronto ad un incontro subito dopo le elezioni.
Misterbianco/Motta S. Anastasia, 25, ottobre, 2017

Comitato “No Discarica” Misterbianco e Motta S. Anastasia
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