Lettera ad un Bambino mai nato

Versione stampabileVersione stampabile

StabileAncora un’occasione per godere della potenza espressiva di Ida Carrara. L’1 e il 2 agosto 2009, alle ore 20,45, nella suggestiva cornice barocca del Cortile Platamone, il Teatro Stabile propone per estatestabile un testo drammatico e attuale come Lettera ad un bambino mai nato di Oriana Fallaci. Un appuntamento atteso, che vede protagonista la grande attrice, eletta lo scorso dicembre a madrina del cinquantenario del prestigioso ente teatrale.

La Carrara e il marito, lo straordinario Turi Ferro, sono stati infatti tra i padri fondatori del Teatro, come ricorda Dacia Maraini: «La Casa delle parole e dei pensieri di Catania ha ospitato tanti scrittori di talento, ma ha ospitato anche tanti attori straordinari. Fra cui il primo e più popolare è certamente Turi Ferro, che ha lasciato ricordi indimenticabili. Questo cinquantenario fa ora corona intorno a un nome importante per il teatro di Catania: quello di Ida Carrara, una grande signora del palcoscenico, che ha dato voce a tanti personaggi femminili del più bel teatro di tutti i tempi».

La trasposizione teatrale del testo-simbolo di Oriana Fallaci, prodotto dallo Stabile a cura di Federico Magnano San Lio, porterà sul palcoscenico a fianco della Carrara, Raffaella Bella. Le musiche e l’elaborazione video sono state curate da Massimiliano Pace. L’allestimento scenico è stato realizzato dall'équipe tecnica del Teatro Stabile diretta da Franco Buzzanca.

«Lettera ad un bambino mai nato – sottolinea Federico Magnano San Lio - è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come ad un dovere ma come ad una scelta personale e responsabile». Una donna di cui non si conoscono né il nome né il volto, né l'età né l'indirizzo: l'unico riferimento che ci viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavoratrice. Il tema scottante dell’aborto affianca quello non meno greve dell’impegno costituito da una maternità inaspettata. Questa gravidanza spinge la protagonista alla ricerca del senso della vita e a porsi l’amaro interrogativo: è giusto imporre la vita, anche se esistere implica sofferenza? E se fosse meglio non nascere?

Ed è proprio per la sua rilevanza culturale che lo spettacolo è stato inserito all’interno della programmazione di estatestabile, la nuova proposta artistica e culturale del Teatro Stabile di Catania, che «già nel titolo – asserisce il direttore Giuseppe Dipasquale – vuol indicare non solo la paternità del cartellone, ma la garanzia, da parte del TSC, di una presenza teatrale permanente, senza soluzione di continuità, quantitativamente e qualitativamente».

Standard elevati dunque per la scelta dei prodotti culturali, con l’obiettivo di attirare utenti esigenti e dalle esigenze più varie anche durante la stagione calda. «Clima afoso e solleone – continua Dipasquale - non devono giustificare indulgenza nei confronti delle scelte artistiche. Ed è con questo spirito che abbiamo portato la programmazione dello Stabile all’aperto, iscrivendola peraltro in un sito d’arte, affidandoci ad artisti e compagnie che, com’è nella nostra “cifra”, sono sinonimo di professionalità. Arte e cultura, insomma, non devono mai andare mai in vacanza. E non ci va il Teatro Stabile, intenzionato ad operare 12 mesi su 12, assicurando lo standard che da oltre cinquant’anni ne fa una delle più prestigiose istituzioni teatrali della penisola».

tags: